Italia

Da Expo 2015 a Human Technopole: la nuova vita di Palazzo Italia

La conversione dell’area espositiva milanese entrerà a regime entro il 2024. Laboratori interdisciplinari e centri di ricerca per contrastare il cancro e le malattie neurodegenerative attraverso la genomica e i big data

La seconda vita di Palazzo Italia è già iniziata. Lo spazio espositivo italiano all’Expo del 2015 ospita i laboratori dello Human Technopole, l’istituto di ricerca italiano sulle Scienze della Vita. Ad oggi solo uno dei sette centri di ricerca dello Human Technopole è già operativo e bisognerà aspettare il 2024 perché l’istituto nel suo complesso sia a regime con i suoi 1.500 ricercatori e amministrativi, 100 gruppi di ricerca e 35mila metri quadrati di locali e spazi a disposizione. La missione di Human Technopole è di sviluppare la medicina e nutrizione personalizzate per contrastare il cancro e le malattie neurodegenerative per mezzo della genomica e dei big data.

LA STORIA. Il progetto è stato lanciato nel 2015 alla chiusura dell’esposizione universale di Milano, in continuità con la legacy di Expo 2015 “Nutrire il pianeta”, per migliorare la qualità della vita. Prevede la realizzazione di un’infrastruttura altamente innovativa di 30 mila metri quadrati di laboratori interdisciplinari che comprenderanno 7 centri di ricerca e 4 facility. La struttura accoglierà a regime circa 1500 persone, di cui il 15% di staff amministrativo e una media di 100 gruppi di ricerca. La Fondazione Human Technopole ha preso vita il 16 maggio scorso con la nomina del presidente Marco Simoni e dei primi membri del Consiglio di sorveglianza. Il 18 giugno, nella sua prima riunione, il Consiglio di sorveglianza ha nominato direttore dello Human Technopole lo scienziato scozzese Iain Mattaj. La procedura di selezione era iniziata nell’aprile 2017 con la pubblicazione del bando per la posizione di direttore dell’Human Technopole: quarantasei le candidature arrivate, metà delle quali inviate da stranieri, l’80% da scienziati che lavorano all’estero. La scelta è ricaduta su Iain Mattaj, attuale direttore generale dell’European Molecular Biology Laboratory di Heidelberg. Il nuovo istituto di ricerca ha avviato la selezione per i direttori dei centri di ricerca su biologia computazionale, genomica, neuroscienze e biologia strutturale. Aperto anche un bando destinato a ricercatori, con una pregressa carriera scientifica, che vogliamo assumere la guida di un proprio gruppo di ricerca. Il termine entro il quale presentare domanda di partecipazione a queste selezioni è il 7 dicembre 2018.

Iain Mattaj
Iain Mattaj

I CENTRI DI RICERCA. L’obiettivo del nuovo hub multidisciplinare progettato dall’Istituto di Tecnologia di Genova sarà fare ricerca per curare i tumori e le malattie neurodegenerative. Per farlo l’istituto si avvale di sette centri di ricerca: il centro di oncogenomica, si occuperà di studiare i tumori partendo dal genoma umano; il centro di neurogenomica, studierà le cure per le malattie neurodegenerative (come il morbo di Alzheimer, il Parkinson e la sclerosi laterale amiotrofica) con la cosiddetta medicina di precisione; il centro di genomica agroalimentare e nutrizionale, si dedicherà allo studio degli alimenti per individuare cibi più sani e più adatti a diverse terapie; il centro di scienza dei dati, si occuperà di studiare i modi per usare in modo efficiente e istruttivo le grandi quantità di dati necessari ai progetti di ricerca di genomica e non solo; il centro di scienze computazionali della vita, tratterà i processi biologici associati alle malattie, il centro per analisi decisioni e società (l’unico centro di ricerca dell’HT già attivo grazie a una joint venture con il Politecnico di Milano) si occuperà di prevedere attraverso modelli matematici e statistici le ricadute sociali, politiche ed economiche delle ricerche effettuate per capire come investire nei diversi settori di ricerca; il centro di materiali innovativi e dispositivi, studierà i materiali e i dispositivi nanoscopici per realizzare, ad esempio, sensori per le analisi genetiche e per il controllo della qualità degli alimenti, sistemi di confezionamento “smart” e nuove tecnologie per monitorare continuamente i parametri corporei.

IL PROGETTO. Nel 2024, quando il polo scientifico sarà completamente operativo, Human Technopole comprenderà, oltre a Palazzo Italia, altri due edifici esistenti (l’Unità di Servizio 6 e Cardo Nord-Ovest), più altri due in fase di costruzione, che ospiteranno in totale 7 centri di ricerca e 4 strutture scientifiche di supporto. Il primo dei due nuovi edifici sarà realizzato a giugno del 2019 e si estenderà per 2mila metri quadrati, per lo più adibiti a laboratori. Il secondo, pronto per giugno del 2021, sarà la sede del centro di calcolo. Finora per lo Human Technopole lo Stato ha stanziato più di 800 milioni di euro: 80 milioni di euro furono stanziati nel 2016 per far partire il progetto, mentre nella legge di bilancio per il 2017 furono previsti 10 milioni di euro per il 2017, 114,3 milioni per il 2018, 136,5 milioni per il 2019, 112,1 milioni per il 2020, 122,1 milioni per il 2021, 133,6 milioni per il 2022 e 140,3 milioni l’anno a decorrere dal 2023. Oltre a ricevere finanziamenti pubblici, la Fondazione potrà essere finanziata da privati, in relazione a singoli progetti di ricerca oppure allo Human Technopole nel suo complesso.

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