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La Sagrada Familia dopo 136 anni non sarà più abusiva

La più famosa basilica di Barcellona pagherà 36 milioni in dieci anni alla città per ottenere le licenze edilizie e i permessi per il completamento, previsto nel 2026

Centotrentasei milioni in dieci anni e la Sagrada Familia, la più famosa basilica di Barcellona e uno dei monumenti più famosi della Spagna, non sarà più abusiva. È il risultato di un accordo storico, arrivato dopo 136 anni dall’inizio della sua costruzione, fra il Comune di Barcellona e l’ente responsabile della realizzazione dell’opera di Gaudí. I fondi contribuiranno alle spese per i trasporti, l’arredo urbano e la sistemazione dell’area circostante il monumento, visitato ogni anno da 4,5 milioni di turisti. In cambio, il consiglio comunale si è impegnato ad approvare un piano urbanistico che permetta alla Sagrada Familia di ottenere le licenze edilizie e i permessi per il completamento, previsto nel 2026.

L’ACCORDO. I lavori per la Sagrada Familia iniziarono nel 1882 su progetto di Antoni Gaudí e dovrebbero essere completati in di otto anni. La regolarizzazione renderà possibile l’avvio del piano urbanistico speciale della basilica, un requisito indispensabile per ottenere la licenza edilizia, reclamata dal 2016 dall’assessorato all’Urbanistica del Comune all’arcivescovato di Barcellona. Fino ad oggi, la Chiesa aveva giustificato le opere con un permesso del Comune di Sant Martí de Provençals ottenuto dall’architetto Antoni Gaudí nel 1885, e aveva motivato con l’ininterrotto silenzio amministrativo “un’anomalia storica”. Il bilancio annuale della basilica, fra visite e donazioni, è di 80 milioni di euro, dei quali 50 vengono destinati alle opere. Il contributo di 36 milioni di euro in un decennio, per compensare la spesa che la costruzione del monumento genera alla città, da un punto di vista formale non coprirà i costi della licenza edilizia.

I LAVORI. I 36 milioni di euro verranno pagati nel corso di 10 anni e serviranno per migliorare le infrastrutture del quartiere intorno alla Sagrada Familia e i servizi per i turisti. Del totale, 22 milioni saranno destinati al trasporto pubblico, 7 alla realizzazione di accessi diretti delle fermate delle linee della metro alla basilica, 4 per l’arredo urbano delle aree circostanti il tempio e per la manutenzione dello spazio pubblico. Dunque, tutto risolto? Non proprio secondo quanto riportato da El País. Dall’accordo «resta fuori una questione in sospeso e di non poco conto – rileva il quotidiano spagnolo – della contestata scalinata di accesso alla facciata della Gloria del tempio, che guarda verso la calle de Mallorca. Una scalinata che è nel progetto originale di Antoni Gaudí e che se si materializzerà si suppone comporterà la demolizione di vari edifici contenuti in due isolati, per l’apertura di un passaggio di accesso al tempio». Per questo motivo, il Comune ha assicurato che la questione sarà affrontata “in una seconda fase”. I permessi edilizi per il cantiere verranno regolarizzati nei prossimi mesi e da allora la Sagrada Familia pagherà le normali tasse previste.

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