Italia

Da fondatore a garante: Grillo conta ancora qualcosa nel M5s?

Dopo l’attacco del “comico” ai poteri del presidente della Repubblica durante la kermesse grillina, il Movimento prende le distanze: «Grillo non riveste ruoli istituzionali»

Pare quasi che Beppe Grillo sia capitato per caso sul palco della kermesse “Italia a 5 stelle” a sventolare manine di plastica, a far infuriare tutti con le battute sull’autismo e a sparare a zero sul Quirinale. «È solo un comico» minimizza il M5s. Ma è davvero così? L’uomo che dal nulla ha fondato un movimento rivoluzionario, il leader che attraverso un blog ha conquistato il potere, il garante del M5s è possibile che davanti alla platea del Circo Massimo stava solo scherzando? Non è un caso che sulla sua performance si sia aperto un serrato dibattito. Tra chi sostiene che Grillo ormai parli a ruota libera, svincolato dalle logiche del Movimento. E chi sospetta un’astuta messinscena orchestrata d’intesa con Di Maio.

ATTACCO AL QUIRINALE. «Dovremmo togliergli i poteri, dovremmo riformarlo»: l’intervento di Beppe Grillo alla kermesse cinquestelle, diventa un attacco del fondatore del partito di maggioranza ai poteri e alle prerogative del Capo dello Stato. Parole velate di ilarità che, però, fanno scattare subito le reazioni delle opposizioni. E dello stesso Movimento Cinque Stelle che è costretto a prendere le distanze da Grillo. Il premier Giuseppe Conte, che era sullo stesso palco, è stato costretto a telefonare al capo dello Stato per scusarsi e rassicurarlo. E Di Maio ha spiegato che si tratta di «un’opinione personale». Poco dopo è arrivata una nota ufficiale del M5s: «La riforma dei poteri del Capo dello Stato non è nel contratto di governo – si legge – Piena fiducia nel ruolo di Garante della Costituzione del Presidente Mattarella. Grillo non riveste ruoli istituzionali».

BATTUTE E PROVOCAZIONI. Il comizio show è poi un’altalena tra battute comiche e posizioni politiche. Agita la «manina» e la stringe al suo inventore Di Maio. Salvini? «È uno che mantiene la parola, ma ha Dna diverso dal M5s. A sua mamma – racconta Grillo – chiesi perché non aveva preso la pillola». E poi le frasi sull’autismo: «Chi siamo? Siamo pieni di malattie nevrotiche, siamo pieni di autistici, l’autismo è la malattia del secolo». E poi parla del M5s, dei suoi cambiamenti, del suo futuro. «Io non ho più paura di nessuno» e il riferimento è all’Unione europea e alle agenzie di rating. Tutti i più grandi rivoluzionari vanno in galera. E allora: «Bonafedeee, mettimi in galera». È una escalation di battute e provocazioni. Riesce a rendere indistinguibili comicità e politica. Ma non per le opposizioni, che non perdono occasione per lanciare accuse al M5s. Movimento di cui Grillo è stato fondatore, capo politico, megafono e ora garante. Ma lui dal suo blog t ranquillizza: «Mai prendersi troppo sul serio, perché senza ironia non c’è umanità!».

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