Salute

Colesterolo alto? Attenzione all’acufene

Livelli elevati di Ldl possono essere la causa del fastidioso fischio all’orecchio: i vasi sanguigni si intasano e non distribuiscono l’ossigeno al sistema uditivo

L’acufene è uno dei sintomi più invalidanti conseguente ad uno stato patologico dell’orecchio. Può manifestarsi come un fischio, un fruscio, una pulsazione, un ronzio, ovvero come una fastidiosa percezione sonora che non proviene da sorgenti esterne, ma dall’interno. «Sonitus aurium intra se ipsas» (letteralmente «rumore nelle orecchie dentro se stessi») è la definizione data da Ippocrate (460 – 377 a.C.) nel suo “Corpus Hippocraticum”. L’ acufene è un disturbo vecchio come l’uomo. Oltre a Ippocrate, anche Celso e Galeno hanno provato a risolverlo, senza successo. Pare che anche Beethoven, alla fine della sua vita, mal sopportasse quel fastidioso ronzio. E come lui anche Jean-Jacques Rousseau, Bedřich Smetana e Francisco Goya. Le cause possono essere molteplici: anche l’eccesso di colesterolo nel sangue può scatenare l’acufene.

IL COLESTEROLO E L’ACUFENE. Le cause più comuni dell’acufene sono: l’ipoacusia relativa al progredire dell’età, disturbi dell’orecchio (ad es. la Sindrome di Mènière), le otiti croniche catarrali e disfunzione tubarica, i danni indotti dal rumore, l’assunzione di alcuni farmaci. Ma tra queste rientrano anche le patologie cardiovascolari, nello specifico quei disturbi di natura circolatoria e vascolare in grado di inficiare il fisiologico funzionamento dell’apparato uditivo come ad esempio malformazioni artero-venose, aneurismi, ipertensione arteriosa e arteriosclerosi. Esistono numerosi fattori di rischio che determinano tali patologie e tra questi, dal punto di vista nutrizionale, è l’aumento del colesterolo Ldl. Ciò può essere causato, oltre che da fattori congeniti e dalla presenza di altre patologie, spesso anche da uno stile di vita non sano. Gli alimenti incriminati sono principalmente i grassi animali come strutto, lardo, burro e di conseguenza i prodotti confezionati con tali grassi; tutte le frattaglie (ad es. fegato, rognone, cuore); gli affettati ad elevato contenuto di grassi saturi o trans; il latte intero e i suoi derivati (formaggi grassi e panna); i superalcolici.

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MANGIARE SANO. Sia nel caso in cui è presente una predisposizione genetica, sia quando i livelli oltre la norma sono la conseguenza di un’alimentazione non corretta, è comunque necessario monitorare l’andamento del colesterolo Ldl con un idoneo programma nutrizionale. Molti studi hanno dimostrato che  ad esempio la sola adesione a un regime alimentare equilibrato, come quello rappresentato dalla  nostra dieta mediterranea, determina una  significativa riduzione dei livelli di Ldl. L’eccesso di colesterolo alimentare che giunge nel sangue può depositarsi nelle pareti dei vasi del sistema arterioso determinando delle modificazioni strutturali delle pareti che vanno dall’ispessimento fino al restringimento delle stesse, fenomeno noto come stenosi arteriosa. Di conseguenza anche nei vasi che irrorano il nostro sistema uditivo il colesterolo in eccesso può depositarsi, sotto forma di placche, creando un minor flusso ematico che può divenir causa dell’acufene. Il paziente che presenta acufene deve necessariamente venir valutato in maniera globale attraverso un’accurata analisi da parte un team multidisciplinare, costituito da otorinolaringoiatra, odontoiatra, tecnico audiometrista, nutrizionista, psicologo, osteopata, che andrà a determinare la reale origine e, con essa, i rimedi e soprattutto le cure.

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Maria Teresa D'Agostino

Laureata presso l’Università degli Studi di Catania con il massimo dei voti e la lode è esperta in nutrizione clinica. Abilitata all’Esercizio della Professione dal 2012. Si è perfezionata presso L’Accademia Internazionale di Nutrizione clinica di Roma con il massimo dei voti. Socia SINU (Società di Nutrizione Umana) dal 2017. Tutor aziendale presso l'Università di Catania, Facoltà di Scienze e Tecnologie Alimentari.

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