Economia

L’allarme di Tria sullo spread: «Se resta alto diventa un problema»

Pur deciso nel difendere la sua manovra, dopo la bocciatura da parte della Commissione Ue, il ministro dell’Economia è preoccupato per la tenuta delle banche. E domani è il giorno del giudizio di Standard & Poor's

Lo spread Btp-Bund ha aperto in leggero calo, a 318 punti contro i 320 della chiusura di ieri. Resta comunque ad un livello che «non possiamo mantenere a lungo». Preoccupato per l’andamento dei mercati e delle banche è il ministro del Tesoro, Giovanni Tria: «Lo spread a quota 320 non è sostenibile nel tempo non tanto per l’impatto sugli interessi sul debito, che è molto lento avendo un debito molto solido con una vita media di sette anni ci vogliono sette anni, ma perché pone un problema per la parte più debole del sistema bancario». Il problema è l’incertezza politica. «Non ci sono motivi che giustifichino questi livelli di spread – spiega Tria – I fondamentali dell’Italia sono solidi».

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LA MANOVRA NON SI CAMBIA. Pur deciso nel difendere la sua manovra, dopo la bocciatura da parte della Commissione Ue, il ministro dell’Economia non può ignorare la tensione sui titoli di Stato italiani. Ma se il vicepremier Luigi Di Maio ripete «noi andiamo avanti» e il suo collega Matteo Salvini ribadisce «nessun passo indietro, dovesse mandarmi una lettera anche Gesù Bambino», Tria frena e riconosce che «uno spread troppo alto non si può sostenere» e auspica un «confronto costruttivo e sereno» con l’Ue. Anche se si dice «sorpreso e perplesso per alcune valutazioni superficiali» contenute nella lettera Ue. «Vengono criticati punti che nella manovra non ci sono: forse è stata scritta un po’ in fretta». E invita tutti ad abbassare i toni: «Credo che i toni da campagna elettorale gonfino la situazione, sembra che un 2,4% possa compromettere la finanza pubblica. Io credo che tutti debbano abbassare i toni». «Credo che la Commissione Europea debba spiegare perché boccia una manovra, perché ha chiesto di fare un altro bilancio» aggiunge il ministro Giovanni Tria, ospite di Porta a Porta. La manovra verrà rivista? «Per ora non ci sono dei motivi – ha risposto – perché pensiamo che la manovra sia corretta. È corretta perché il contesto economico è cambiato da giugno ad oggi. Credo che un Governo si deve muovere seriamente nel contesto in cui opera. Non c’è nessun piano B, monitoreremo ciò che accade con analisi razionali e decideremo come fare, per ora non ci sono elementi nuovi».

I TIMORI DI CONTE. Anche il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, non nasconde la preoccupazione per la reazione dei mercati e delle agenzie di rating alla manovra italiana. «Se lo spread si alzasse ancora, e comunque anche se si mantenesse elevato, come ora a questo punto – afferma il premier su La Repubblica – sarebbe chiaramente un problema. Un problema di sistema. Perché paghiamo tanto di interesse. Dobbiamo augurarci che scenda, abbassiamo tutti i toni e facciamo sistema perché ciò avvenga». Domani è il giorno del giudizio di Standard & Poor’s, con il rischio di un nuovo declassamento del rating italiano. «Se arrivasse il downgrade, lo valuteremo – aggiunge Conte – Ognuno deve contribuire facendo la propria parte. Serve un dialogo costruttivo: la nostra manovra è seria, i fondamentali sono solidi, il codice di comunicazione che abbiamo adottato è un codice molto più tranquillo che in passato. È vero, c’è stata qualche dialettica verbale ma adesso dobbiamo metterla da parte e lavorare tutti assieme concentrandoci sull’obiettivo». E ripete l’obiettivo: «Dobbiamo fare in modo che questo spread si abbassi».

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