Italia

L’invasione che non c’è: numeri e fake news sui migranti

Il dossier statistico Idos per il 2018: sono circa 5 milioni gli stranieri residenti in Italia, 26 mila in meno rispetto all’anno precedente, e più della metà proviene da un Paese europeo

Le statistiche contro la percezione. I numeri smentiscono la sensazione diffusa tra gli italiani che sia in atto un’invasione da parte dei migranti. La realtà è ben differente: con circa cinque milioni di residenti stranieri il nostro Paese viene dopo di Germania (9,2 milioni) e Regno Unito (6,1 milioni) per presenza di immigrati, mentre supera di poco Francia e Spagna. È quanto emerge dal dossier statistico immigrazione 2018, realizzato dal centro studi e ricerche Idos, in partenariato con il centro studi Confronti e in collaborazione con l’Unar, che da 28 anni prova a fotografare in maniera obiettiva il “pianeta migranti”.

Residenti stranieri Ue

NESSUNA INVASIONE. In 480 pagine fitte di analisi e tabelle emerge come «in Italia, contrariamente alla credenza che vorrebbe il Paese assediato e invaso dagli stranieri, il numero dei migranti, al netto dei movimenti interni, è pressoché stabile intorno ai 5 milioni dal 2013» e la loro incidenza, nell’ordine dell’8% sempre dal 2013, aumenta di pochissimi decimali l’anno, soprattutto a causa della diminuzione della popolazione italiana, sempre più anziana (gli ultrasessantacinquenni sono 1 ogni 4, mentre tra gli stranieri 1 ogni 25), meno feconda (1,27 figli per donna fertile, contro 1,97 tra le straniere) e tornata a emigrare verso l’estero (quasi 115.000 espatriati ufficiali nel corso del 2017). Aggiungendo ai residenti stranieri la quota di immigrati che, alla data della rilevazione, non erano ancora iscritti nelle anagrafi, Idos stima in 5.333.000 il numero effettivo di cittadini stranieri regolarmente presenti in Italia, 26.000 in meno rispetto al 2016. Per capire, in Germania sono 9,2 milioni, nel Regno Unito 6,1 milioni. Inoltre, l’Unhcr stima in 354.000 i richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale o umanitaria presenti in Italia, lo 0,6% dell’intera popolazione del Paese. Veniamo dopo la Germania (1,4 milioni) e la Francia (400mila). Insomma, scrivono gli analisti, l’Italia non detiene alcun record europeo: «Non è né il Paese con il numero più alto di immigrati, né quello che ospita più rifugiati e richiedenti asilo».

Migranti sbarcati in Italia 2016-2018

DA DOVE VENGONO GLI STRANIERI. Il dossier delinea diversi elementi che consentono di delineare le caratteristiche degli immigrati che risiedono in Italia: provengono da quasi 200 diversi Paesi del mondo. Per la metà (2,6 milioni) sono cittadini di un Paese europeo (di cui 1,6 milioni, pari al 30%, comunitari), mentre un quinto (1 milione) viene dall’Africa e una quota solo di poco inferiore dall’Asia. Gli americani sono circa 370.000 (7,2%), per lo più cittadini latino-americani (6,9%). I romeni costituiscono la collettività di gran lunga più numerosa (1.190.000 persone, pari al 23,1% di tutti i residenti stranieri), seguiti da albanesi (440mila e 8,6%), marocchini (417mila e 8,1%), cinesi (291mila e 5,7%) e ucraini (237mila e 4,6%). Con l’83,1% di tutti i residenti stranieri, il Centro-Nord continua a essere l’area che ne catalizza la quota più consistente. Ma va anche detto che nella sola città metropolitana di Roma si concentra il 10,8% di tutti gli stranieri residenti in Italia.

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LE FALSE CREDENZE. «Le discriminazioni – denuncia il dossier – dilagano in internet, con un aumento esponenziale di discorsi d’odio razzista, spesso sulla base di rappresentazioni distorte che riguardano anche la religione di appartenenza, fomentando l’idea che siamo “invasi da musulmani”, mentre tra gli immigrati i cristiani sono la maggioranza assoluta (2.706.000, pari al 52,6% del totale), con preminenza degli ortodossi (1,5 milioni) e dei cattolici (oltre 900.000), mentre i musulmani sono 1 ogni 3: 32,7%, pari a 1.683.000 persone». In merito al lavoro, Idos fa notare come la realtà smentisca «la credenza che gli immigrati rubino il lavoro agli italiani». Dei 2.423.000 di occupati stranieri nel 2017 (10,5% di tutti gli occupati in Italia), ben i due terzi svolgono professioni poco qualificate o operaie (nelle quali sono rispettivamente un terzo e un ottavo degli addetti), siano esse nel settore dei servizi, dove i lavoratori stranieri si concentrano per oltre i due terzi (67,4%), o in quelli dell’industria e dell’agricoltura (dove trovano impiego rispettivamente nel 25,6% e nel 6,1%). In particolare, è straniero il 71% dei collaboratori domestici e familiari (comparto che impiega il 43,2% delle lavoratrici straniere), quasi la metà dei venditori ambulanti, più di un terzo dei facchini, il 18,5% dei lavoratori negli alberghi e ristoranti (per lo più addetti alla pulizie e camerieri), un sesto dei manovali edili e degli agricoltori.



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