Italia

La scomparsa di Emanuela Orlandi, un mistero lungo 35 anni

Era il 22 giugno del 1983 quando la quindicenne sparì nel nulla. Adesso il ritrovamento di alcune ossa in un palazzo di proprietà del Vaticano potrebbe rappresentare una svolta nelle indagini

La Procura di Roma procede per omicidio in relazione al ritrovamento di alcune ossa in un locale annesso alla sede della Nunziatura apostolica di via Po a Roma, dove erano in corso lavori di ristrutturazione. Sono in corso gli accertamenti tecnici per cercare di individuare a chi appartengano questi resti. Il lavoro degli inquirenti punta in particolare a verificare se le ossa possano essere compatibili con il dna di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori, le due minorenni scomparse a Roma nel 1983. Allo stato attuale non è ancora certo a che epoca risalgano i resti, le prime parziali notizie dicono che potrebbero appartenere a due persone. Gli operai, durante i lavori di rifacimento del pavimento, avrebbero ritrovato uno scheletro quasi intero e in un punto diverso altri frammenti. I primi esami serviranno a verificare lo stato di conservazione per capire se sarà possibile estrarre tracce di materiale organico utili per risalire al dna e stabilire con certezza sesso, età, causa ed eventuale data del decesso. Per queste verifiche saranno necessari alcuni giorni.

UN MISTERO LUNGO 35 ANNI. Era il 22 giugno del 1983 quando la quindicenne Emanuela Orlandi, figlia di un dipendente del Vaticano, venne risucchiata dal nulla. Da allora sono passati 35 anni e si sono succedute indagini, illazioni, depistaggi, che hanno portato ad una altalena di speranze e delusioni. Uno dei grandi misteri d’Italia. La famiglia non si è mai arresa. «È un sacrosanto diritto avere verità e giustizia, non ci rinunceremo mai», aveva detto all’Ansa, in occasione dell’ultimo anniversario della scomparsa, il fratello Pietro che, dopo la chiusura delle indagini da parte della Procura di Roma, è tornato a chiedere giustizia direttamente al Tribunale Vaticano. E infatti da alcuni mesi la denuncia di scomparsa è di nuovo sui tavoli della Gendarmeria e del Promotore di Giustizia. La famiglia Orlandi l’aveva presentata per la prima volta un anno fa, lo scorso novembre. Il fascicolo è stato aperto «ma da allora non è stato fatto niente, non è stato interrogato nessuno», ha denunciato più volte l’avvocato Laura Sgrò, legale di Pietro Orlandi, che invano ha anche chiesto che venisse sentito il boss mafioso Pippo Calò, oggi 87enne, attualmente detenuto al 41 bis nel carcere di Opera. All’epoca dei fatti, nel 1983, era a Roma, era un personaggio collegato alla banda della Magliana, ritenuta invischiata nella scomparsa della ragazza.

LE INCHIESTE. Quella che sembrava la comune scomparsa di una adolescente si trasformò subito in un giallo internazionale con al centro la Santa Sede. Si parlò subito di rapimento, ben presto intrecciato con l’attentato a Papa Wojtyla. La presenza di Emanuela Orlandi, negli anni, venne segnalata in diverse località ma le rivelazioni non risultarono mai attendibili. Senza elementi, la prima inchiesta viene chiusa nel luglio 1997. Poi la banda della Magliana, che spesso era stata tirata in ballo nella vicenda, rientrò in primo piano a giugno 2008 con le dichiarazioni di Sabrina Minardi, compagna di Enrico De Pedis, uno dei capi della banda. Emanuela Orlandi sarebbe stata uccisa dopo essere stata tenuta prigioniera nei sotterranei di un palazzo vicino all’Ospedale San Camillo. Ma neanche su questa pista emergono prove concrete. Nulla di fatto neanche dopo le analisi svolte sulle ossa rinvenute nella cripta di Sant’Apollinare, a Roma, nella quale era stato seppellito De Pedis. Nel 2016 l’archiviazione dell’inchiesta da parte della Procura di Roma, confermata dalla Cassazione. Ma la famiglia ha voluto andare avanti rivolgendosi adesso anche alla magistratura vaticana.

LE ANALOGIE CON IL CASO GREGORI. Emanuela Orlandi, che oggi avrebbe cinquant’anni, scompare verso le 19 del 22 giugno 1983, dopo essere uscita da una scuola di musica. A maggio era già scomparsa un’altra ragazza romana, Mirella Gregori, coetanea di Emanuela, e i due casi vengono quasi subito messi in relazione. In questi termini, come di «una stessa cosa», ne parla Ali Agca, l’attentatore del Papa, ma non sono mai emersi elementi concreti che avvalorassero questa pista. Mirella Gregori, figlia dei titolari di un bar di via Volturno, a Roma, non conosceva Emanuela Orlandi, né le due ragazze avevano frequentazioni in comune. Mirella scomparve dopo aver detto alla madre che «aveva un appuntamento» presso il monumento al bersagliere di Porta Pia con un vecchio compagno di classe, che peraltro quel pomeriggio era impegnato altrove. Da quel momento la famiglia non ha più avuto notizie della ragazza. Ma adesso per le famiglie Orlandi e Gregori si riaccendono le speranze di conoscere la verità.

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