Italia

Atac Roma: ciaone concorrenza!

Fallisce “l’assalto al carrozzone” tentato dai Radicali: il referendum sulla liberalizzazione del trasporto pubblico urbano della Capitale (debitamente snobbato dai media) porta ad un “nulla di fatto”

Tutto come da programma: il referendum su Atac, peraltro solo consultivo, non raggiunge il quorum e, di conseguenza, Atac rimane dov’è e così com’è (cioè non per le strade e non per chi ha bisogno di arrivare puntuale). Tutto sommato, meglio così: l’amministrazione capitolina tira un sospiro di sollievo perché rimettere mano al trasporto pubblico locale avrebbe voluto dire inimicarsi le centinaia di dipendenti Atac e cercare di individuare una soluzione all’altezza delle aspettative. Ma scontentare i sindacati non è una delle occupazioni preferite da chi siede nelle aule del potere (e che, ovviamente, non ha nemmeno necessità di prendere l’autobus per andare a lavorare, quindi non ha bisogno di soluzioni ad un problema che non sente).

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E poi, diciamolo francamente: le aspettative di chi? Certo non dei cittadini, perché solo il 17% scarso degli aventi diritto ha scelto di rinunciare a dieci preziosissimi minuti per andare a votare o forse ci hanno provato, ma sono rimasti inutilmente ad aspettare un autobus che non passava. Ovviamente non di Atac o dei sindacati, che, semmai avessero avuto il minimo timore che il referendum potesse portare a qualcosa di utile si sarebbero almeno preoccupati di spiegare le ragioni del no. Non sono bastate a ridestare il senso civico dei romani, o almeno la loro rabbia, né le immagini di autobus che “misteriosamente” prendono fuoco, né le immagini dei tifosi russi precipitare dalla scala mobile della metropolitana, né lo spettacolo quotidiano di decine di persone in trepida attesa di un autobus che non passa o che “passa-ma-non-si-sa-quando” perché la palina è “muta” (lo sono almeno un terzo di quelle attualmente installate).

Atac autobus a fuoco

Quando un referendum fallisce e fallisce miseramente, come in questa circostanza, oltre al rimpianto per le spese pubbliche inutilmente sostenute, rimane il senso di sconfitta per i pochi che sono andati a votare. La “maggioranza silenziosa”, infatti, non esprime mai un “tacito dissenso” al tema referendario, ma evidenzia, invece, un “rumorosissimo” disinteresse. Disinteresse che, vertendo immancabilmente su temi propri della collettività, ben rende l’idea di quale e quanta sia la “coscienza civica” della società che lo esprime. Tutto sommato, allora, va bene così: Roma non è Bruxelles e, dio non voglia, nemmeno Milano!

Al “romano medio” va benissimo Atac così com’è e dov’è e se si lamenta lo fa solo perché anche la lamentela è un’abitudine. Rientra tutto nel gioco delle parti: ci si lamenta dell’autobus che non passa, in modo tale che ci si sente liberi di non timbrare il biglietto, cosicché l’azienda può lamentare un disavanzo di bilancio dovuto al “free riding” che consente di non fallire e di strappare un concordato fallimentare che vuol dire garanzia di permanenza. In fin dei conti, poi, se è vero che non si può fare molto affidamento sul servizio pubblico di trasporto, è anche vero che aspettare “i mezzi” alla fermata dà la possibilità di fare nuove conoscenze.

Alla fermata dell'autobus Atac Roma

Dieci, venti, trenta facce nuove da scrutare, da interpellare. Ogni giorno, sotto la palina: “Passa? Si rompe? Pija foco?”. In un’epoca in cui l’isolamento da social network la fa da padrone non è cosa di poco conto. Allora è giusto festeggiare. Viva l’Atac! Certo non sarà un gran che come vettore, ma caspita se sa organizzare occasioni per socializzare!

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Filippo Maria Salvo

Avvocato cassazionista di Roma, già professore a contratto di diritto urbanistico e di legislazione delle opere pubbliche presso la Università La Sapienza di Roma, è stato membro della Commissione di Diritto Amministrativo del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma. Autore di diversi articoli relativi a procedure selettive, partenariato pubblico privato, appalti e contratti, pubblicate su diverse riviste specializzate, è autore del libro “Una finestra sull’economia (reale e virtuale) della collaborazione – Io ho trovato il tuo formaggio” (2014, Editore Contanima). Studioso delle fonti di finanziamento dell’Unione Europea, è iscritto alle liste dei valutatori di progetti afferenti a fondi comunitari e coordina l’attività di partecipazione a bandi comunitari per conto di un importante consorzio di logistica e trasporti.

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