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Brexit, sì all’intesa con l’Ue. E adesso cosa succede?

Il governo britannico ha dato il via libera alla bozza dell’accordo. La premier Theresa May: «Giorni difficili davanti a noi»

Il governo britannico adotta la bozza di accordo sulla Brexit definita con l’Unione europea. La premier Theresa May lo ha comunicato al termine di una lunga riunione straordinaria dell’esecutivo. «Si è trattato di un dibattito appassionato – ha detto – ci sono giorni difficili davanti a noi: ma questo è un passaggio decisivo, che ci permetterà di andare avanti e finalizzare l’accordo». May ha anche precisato che la decisione è stata presa «collettivamente» e che non è stata «leggera». Ma ha difeso il testo come il migliore possibile «nell’interesse nazionale».

COSA PREVEDE LA BOZZA. Unione doganale per la Gran Bretagna detta “Wide Custom Union”, una sorta di mercato unico per l’Irlanda del Nord fino a quando non sarà trovata una soluzione a lungo termine, nuovi controlli alla frontiera nel Mar d’Irlanda: sono questi i punti fondamentali della bozza d’intesa tra Bruxelles e Londra sulla Brexit. Secondo le prime informazioni diffuse dalla Bbc, la premier May avrebbe dato il proprio assenso a una soluzione temporanea per la cosiddetta questione nordirlandese. In particolare, sarebbe previsto un regime transitorio in base al quale l’Irlanda del Nord resterebbe nel mercato unico europeo fino a quando non sarà trovata una soluzione a lungo termine. L’obiettivo è evitare un confine troppo rigido tra Regno Unito e Unione europea. Secondo la bozza, la libera circolazione delle persone non subirà cambiamenti neanche dopo il dicembre 2020, data che segna la fine del periodo di transizione. In questo modo però l’Irlanda del Nord e Regno Unito avranno due regimi diversi a tempo indeterminato, pertanto i controlli standard e di sicurezza sulle merci saranno diversi a seconda che siano svolti in Irlanda del Nord, che continuerà ad appartenere al mercato comune, o a Londra, che invece sarà inserita nella sola unione doganale.

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COSA SUCCEDE ORA. Ricevuto il via libera del governo britannico, il prossimo passo sarà il vertice europeo straordinario che potrebbe tenersi già il 24 o il 25 novembre. Un passaggio all’apparenza innocuo, ma qualche governo potrebbe trovare qualcosa da ridire. Uno su tutti l’Irlanda, che già ieri ha fatto sapere che bisogna limare alcuni «dettagli» riguardo l’Ulster. Lo scoglio al momento più pericoloso è il voto del Parlamento britannico perché al momento Theresa May non ha una maggioranza per far passare l’accordo. Gli euroscettici hanno già annunciato che voteranno contro, perché considerano il compromesso raggiunto con Bruxelles come un tradimento della «vera» Brexit. Se fin qui tutto sarà andato secondo i piani, l’accordo dovrà poi essere approvato dal Parlamento europeo, presumibilmente all’inizio dell’anno prossimo. E a questo punto la strada dovrebbe essere in discesa. Il punto fermo in tutto questo è che alla mezzanotte del 29 marzo 2019 la Gran Bretagna uscirà dall’Unione europea. Se tutto va bene, scatterà una transizione di circa due anni durante la quale non cambierà nulla, in attesa di negoziare la futura, definitiva relazione con l’Unione europea. Se invece l’accordo salta il contraccolpo si avvertirà su tutta l’Ue.

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