Italia

Il piano d’azione del governo per la Terra dei Fuochi

Prevista una serie di misure di prevenzione che riguarderanno salute, presidio del territorio e tutela ambientale. Di Maio: «È il lavoro più grosso di qualsiasi altra sfida del governo»

Dopo lo scontro tra Lega e M5s sugli inceneritori, nella maggioranza è arrivato l’accordo. Il premier Conte e i due vicepremier Salvini e Di Maio hanno firmato, in prefettura a Caserta, il protocollo d’intesa sulla Terra dei Fuochi per varare un piano d’azione per il contrasto dei roghi tossici di rifiuti. Alla firma erano presenti anche sette ministri del governo giallo verde. «Abbiamo un obiettivo ben preciso, tutelare la salute delle popolazioni della Terra dei Fuochi che ci piacerebbe chiamare Terra dei Cuori» ha detto Conte in conferenza stampa subito dopo la firma dell’accordo che vuole «contrastare il fenomeno delle discariche abusive, gli incendi dolosi e i traffici sui rifiuti».

IL PIANO D’AZIONE. Entrando nel dettaglio, il ministro dell’ambiente Sergio Costa ha spiegato che «il piano si divide in 3 ambiti: salute, tutela ambientale, presidio del territorio e consiste in 25 misure di prevenzione, oltre a quelle che andranno a coprire l’incendio dei rifiuti». È prevista anche la chiusura per aziende abusive che producono e interrano rifiuti (la misura verrà esplicitata in un decreto a gennaio). Il piano d’azione del governo contro i roghi tossici e gli interramenti abusivi di rifiuti punta molto sulla prevenzione, con un rafforzamento della sorveglianza nei punti sensibili. Per questo saranno impiegati l’esercito, che presidierà i siti di lavorazione dei rifiuti che sono maggiormente a rischio di incendi dolosi, i droni e un centinaio di carabinieri specializzati in reati ambientali. Saranno anche aumentati i vigili del fuoco pronti a intervenire sul territorio. L’azione sarà anche affidata alle Asl e ai medici di base, per controllare l’aria e il territorio con la presenza anomala di malattie più o meno gravi legate all’inquinamento da rifiuti.

LA SFIDA DEI RIFIUTI. La battaglia per bonificare la Terra dei Fuochi è «il lavoro più grosso di qualsiasi altra sfida del governo» per il vicepremier Luigi Di Maio. «In quasi ogni regione italiana c’è una Terra dei fuochi e se cominciamo a debellarla da qui riusciremo a farlo ovunque. Scegliamo la strada più difficile ed è quella del protocollo che ogni giorno ci impegna a controllare che si stia lavorando per ridare il diritto a respirare ai cittadini di questa terra» ha detto Di Maio. Assente giustificato alla conferenza stampa il ministro dell’Interno Matteo Salvini, rientrato a Roma per partecipare alla cena di gala al Quirinale in onore dell’emiro del Qatar.

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DI MAIO E SALVINI NON CAMBIANO IDEA. Sui termovalorizzatori, argomento che ha messo l’un contro l’altro negli ultimi giorni i due leader della coalizione, le posizioni restano invariate. «Per costruire un inceneritore ci vogliono 5-6 anni, noi ora dobbiamo affrontare l’emergenza: dobbiamo aumentare il livello di raccolta differenziata e coinvolgere le comunità» ha detto Di Maio. Mentre fonti della Lega hanno fatto sapere che Salvini prossimamente andrà a Copenaghen a visitare il nuovo termovalorizzatore a inquinamento zero, sul cui tetto è prevista anche la costruzione di una pista da sci. Del resto, che fra due forze di governo ci possano essere diversità di opinioni «è salutare», ha osservato il presidente del Consiglio Conte, poi «c’è il momento della sintesi e per noi è più facile perché abbiamo un contratto di governo».

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