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Alta tensione tra Russia e Ucraina: Kiev impone la legge marziale

Durerà 30 giorni e varrà solo nelle regioni che confinano con la Russia. Il Cremlino rifiuta ogni mediazione, mentre l’Ue valuta nuove sanzioni

Tutto è cominciato con lo scontro navale avvenuto nello stretto di Kerč’ che ha portato al sequestro di tre navi da parte delle forze russe e al ferimento di alcuni marinai ucraini. La risposta di Kiev è stata l’introduzione della legge marziale per trenta giorni nelle regioni al confine con la Russia e nell’area del Mar Nero. L’incidente del Mare di Azov giunge a ricordare che l’area che va dalla Moldavia al Caucaso è una delle zone più ad alto rischio. Si è trattato del primo incidente militare tra Russia e Ucraina, quattro anni dopo la guerra non dichiarata che ha visto le forze russe assumere progressivamente il controllo dell’Ucraina orientale e della stessa Crimea.

LO SCONTRO. Domenica scorsa due navi militari ucraine e un rimorchiatore, provenienti dal mar Nero, stavano navigando attraverso lo Stretto di Kerch con l’intenzione di raggiungere il mare di Azov quando, secondo le accuse di Kiev, la Russia avrebbe speronato una delle sue navi e poi aperto il fuoco ferendo alcuni marinai. Secondo Mosca le navi ucraine, che sono state sequestrate, hanno violato le acque territoriali russe. Per la Bbc, è lo scontro più pericoloso nel mare al largo della Crimea avvenuto da quando la Russia ha annesso la penisola nel 2014. Negli ultimi quattro anni la situazione è rimasta congelata, ma gli scontri sporadici tra le due parti sono proseguiti e di certo non ha aiutato la causa della pace una serie di iniziative da parte russa come il referendum per sancire il ritorno a Mosca della penisola o, come si vede oggi, la costruzione del Ponte di Crimea, che fu inaugurato sei mesi fa personalmente dal presidente Putin.

LA RISPOSTA DI KIEV. il Parlamento dell’Ucraina ha approvato trenta giorni di legge marziale in risposta al sequestro da parte della Russia di tre navi della marina militare ucraina nello stretto di Kerč’, tra il Mar d’Azov e il Mar Nero. La legge marziale, che dà poteri straordinari all’esercito anche nella gestione delle faccende civili, sarà in vigore solo nelle regioni che confinano con la Russia, ma tra le altre cose potrebbe permettere al governo di restringere la libertà di manifestazione e di stampa. La legge marziale era stata chiesta dal presidente ucraino Petro Poroshenko, che dopo l’incidente nel Mar d’Azov aveva parlato di «un’aggressione» da parte della Russia, spiegando di avere bisogno di poteri straordinari per fronteggiare una possibile invasione militare. Il Parlamento ha comunque dimezzato la durata della legge marziale rispetto alla richiesta di Poroshenko e ne ha limitato l’efficacia territoriale.

LA POSIZIONE DELLE RUSSIA. L’unione europea ha fatto sapere che sta valutando nuove sanzioni verso la Russia e ha invitato tutte le parti alla «massima moderazione per un allentamento» della tensione. Intanto, il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov ha rifiutato ogni mediazione sulla crisi dopo un incontro a Parigi con il collega francese Jean-Yves Le Drian. «Non vedo la necessità di alcun tipo di mediatori», ha detto Lavrov, dopo che il ministro tedesco Heiko Maas aveva suggerito che Germania e Francia, dall’alto della loro posizione di garanti degli accordi di Minsk, potessero contribuire a trovare una soluzione tra Mosca e Kiev. Lavrov ha affermato che per scongiurare altri incidenti di questo tipo gli alleati occidentali dell’Ucraina dovrebbero invitare Kiev a fermare ogni “provocazione”.

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