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La discoteca di Corinaldo non era assicurata

Al dramma dei cinque ragazzini e della donna morti nella calca della “Lanterna Azzurra” va sommato lo sconcerto di sapere che sarà difficilissimo, in caso di processo e di condanna, avere dei risarcimenti per le vittime e i feriti

La discoteca “Lanterna Azzurra” di Corinaldo, teatro della strage al concerto di Sfera Ebbasta, non era assicurata per «danni contro terzi». Si tratta di quella polizza, non obbligatoria per legge, che risarcisce i clienti del locale nel quale si svolge la serata se per qualche motivo si feriscono o, peggio, se muoiono. Secondo quanto riporta il Corriere della Sera l’ultima era scaduta a dicembre dell’anno scorso e da allora non è più stata rinnovata. Da un anno, in sostanza, in quel locale sono state organizzate serate non coperte, diciamo così, da alcun ipotetico risarcimento. Non era mai successo nulla fino a venerdì scorso quando sei persone, una giovane mamma e cinque adolescenti, sono morte travolte da una calca durate un fuggi fuggi generale causato da uno spray al peperoncino.

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Se questo dovesse venire confermato, diventerà davvero difficile in caso di processo e condanna avere dei risarcimenti per le vittime e i feriti. Le cifre sono molto alte e le condizioni economiche dei tre gestori non garantiscono le coperture economiche. Fra le carte della Procura di Ancona, che ipotizza per i gestori l’omicidio colposo plurimo aggravato, c’è anche il contratto di affitto fra i proprietari del locale (in quattro, tutti inquisiti) e i tre soci di Magic Srl. Con una clausola di quel contratto la proprietà, per tutelarsi da eventuali danni, ha preteso che la Magic avesse l’obbligo di assicurarsi, sì, ma a garanzia della struttura, non delle persone, e non è chiaro se poi la società abbia onorato o no quella clausola.

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