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Brexit, nessuna concessione dall’Europa: «L’accordo non cambia»

Non c’è stata nessuna sorpresa. Come previsto il Consiglio europeo ha rifiutato le richieste della premier May di riaprire i negoziati e rivedere il backstop

La missione impossibile di Theresa May in Europa sulla Brexit si è risolta con un nulla di fatto. Il Consiglio Europeo, l’organo che raduna i capi di stato e di governo dei paesi membri, ha ribadito che l’accordo per l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione, faticosamente raggiunto lo scorso mese, «non si cambia». La premier britannica ha da poco ottenuto la fiducia della maggioranza dei parlamentari Conservatori, ma circa un terzo di loro è convinto che l’attuale accordo su Brexit farà rimanere il Regno Unito eccessivamente legato all’Unione, e che la colpa sia soprattutto del backstop.

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Nei giorni scorsi, infatti, Theresa May aveva incontrato alcuni leader europei nella speranza di convincerli a riaprire i negoziati su Brexit perché non dispone dei numeri per farlo approvare dal Parlamento britannico. Per aggirare l’ostacolo il premier aveva chiesto all’Ue di aggiungere una data di scadenza del backstop, il regime post-Brexit dell’Irlanda del Nord nel mercato unico fino a quando non sarà trovato un accordo commerciale, per provare a portare dalla sua parte diversi Conservatori britannici, convinti che il backstop possa invece rimanere in piedi per moltissimo tempo. Il Consiglio ha rifiutato entrambe le richieste di May. Il Consiglio dell’Ue ha precisato che al backstop si ricorrerà «soltanto in ultima istanza» e in quanto «misura temporanea» soltanto «fino a quando non sarà risolta la questione irlandese». È stata ammorbidita qualche formula, ma il risultato rimane lo stesso, perché il testo ufficiale sostanzialmente non è cambiato.

Il comunicato finale sottolinea che l’accordo «non è aperto a nuovi negoziati» e si limita ad impegnare l’Unione Europea a «lavorare prontamente a un accordo definitivo entro il 31 dicembre 2020, cosicché il backstop non debba essere attivato». Nella conferenza stampa tenuta alla fine del summit, il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker ha ribadito che «è il Regno Unito che sta lasciando l’Unione, e sta al loro governo dirci esattamente cosa vogliono». Insomma, nulla è cambiato e per May il futuro resta dunque ancora estremamente incerto. L’Ue, senza voler cambiare minimamente l’accordo, ha provato a mostrare comprensione a Londra, ma niente di più. Difficile che i conservatori e tutti gli altri che si oppongono all’accordo sulla Brexit ora recuperino improvvisamente la fiducia nei confronti dell’Europa.

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