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Amianto nel talco, «Johnson & Johnson ha sempre saputo»

Secondo l’inchiesta dell’agenzia Reuters, la multinazionale era a conoscenza fin dagli anni Settanta della pericolosità dei suoi prodotti. Ma non ha mai avvertito i consumatori

Quando arrivarono le prime denunce di donne alle prese con il mesotelioma, dalla Johnson & Johnson avevano rigettato con forza ogni accusa. Poi le querele contro l’azienda si moltiplicarono e nel 2016 arriva la prima sentenza storica: Johnson & Johnson è costretta ad un risarcimento milionario per non aver informato adeguatamente i consumatori del fatto che il diffusissimo borotalco usato da bambini e adulti contenesse amianto. E per aver agito «in malafede» sulle possibili complicazioni relative all’uso prolungato. Ora, una nuova bufera sta per abbattersi sull’azienda, in seguito ad una inchiesta condotta da Reuters secondo la quale Johnson & Johnson da anni, anzi da decenni sapeva dell’esistenza di amianto nel talco ma si sarebbe ben guardata dal rivelarlo.

L’inchiesta giornalistica, partendo da documenti, deposizioni e atti processuali, rivela che dal 1971 agli inizi degli anni 2000 all’azienda sarebbe stato segnalato che sia il talco grezzo sia le polveri finite a volte risultavano positive per piccole quantità di amianto, ma non ha fatto nulla per avvertire il pubblico del pericolo. La notizia diffusa dall’inchiesta condotta da Reuters sulla Johnson & Johnson e sul fatto che sapesse dell’esistenza di amianto nel talco per bambini, come riporta la Bbc, è stata smentita dagli avvocati dell’azienda: «Il talco per neonati di Johnson & Johnson è sicuro e privo di amianto». Gli stessi hanno definito l’articolo di Reuters «falso e diffamatorio: in poche parole, la storia di Reuters è un’assurda teoria del complotto».

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