Economia

Manovra, Mef: «C’è l’accordo con l’Ue»

Ma da Bruxelles e Palazzo Chigi arrivano segnali di maggiore prudenza: «È essenziale conservare la riservatezza anche nell'ultimo tratto del negoziato»

Sembra scongiurata la procedura d’infrazione. È stato raggiunto l’accordo tra il governo italiano e la Commissione europea sul nuovo schema della manovra economica, ma «verrà ufficializzato solo domani dopo il via libera di Bruxelles» comunicano fonti del ministero dell’Economia. Da Bruxelles e da Palazzo Chigi arrivano segnali di maggiore prudenza: «È essenziale conservare la riservatezza anche nell’ultimo tratto del negoziato», affermano fonti della presidenza del Consiglio. Se tutto sarà confermato, la riunione di domani della Commissione europea dovrebbe rinunciare ad emettere la temuta raccomandazione nei confronti dell’Italia.

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«Al momento ci sono state solo comunicazioni verbali dei commissari Moscovici e Dombrovskis, ma non c’è ancora la comunicazione ufficiale da parte della Commissione Ue» precisano fonti della presidenza del Consiglio. «Allo stato vi è la ragionevole previsione che la proposta che sarà portata all’attenzione del Collegio della Commissione sarà positiva, utile a evitare l’infrazione. Ma occorre attendere che si completi la procedura per poter considerare definitivamente conclusa la negoziazione». Cautela anche da parte della Commissione europea, che attraverso un portavoce si limita a dire che la questione sarà «discussa durante la riunione del collegio dei commissari», l’ultima prima di Natale. L’intesa arriva dopo giorni di incontri e trattative tra il premier Giuseppe Conte, il ministro dell’Economia Giovanni Tria e il presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker.

Ora la palla passa alla Commissione che dovrà spiegare perché sono venute meno le ragioni per aprire una procedura d’infrazione. Se la a retromarcia compiuta dal governo italiano, passando dal 2,4% al 2,04% è bastata a risolvere la situazione. A quel punto, è possibile che i commissari decidano di chiudere il caso oppure di prendere atto dell’accordo, darne una valutazione positiva, ma rinviare la decisione in attesa che quanto stabilito nel negoziato diventi legge. Quello che appare chiaro, al momento, è che lo spauracchio della procedura d’infrazione sembra essersi allontanato.

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