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Terremoto di magnitudo 4.9 a Catania: crolli e feriti

Epicentro tra Viagrande e Trecastagni, a nord di Catania, dove le persone hanno passato la notte in auto. Dieci feriti lievi. Chiusa la A18 tra Acireale e Giarre. L’esperto: «Non si possono escludere altre scosse»

Una forte scossa di terremoto magnitudo 4.9 e tanta paura in provincia di Catania. Secondo l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) l’epicentro è stato localizzato tra i comuni di Viagrande e Trecastagni. Molti edifici vecchi hanno riportato gravi danni e numerose famiglie hanno trascorso la notte in auto. Dieci i feriti, hanno riportato solo lievi escoriazioni o contusioni da codice verde. Chiuso precauzionalmente al traffico un tratto dell’autostrada A18 Catania-Messina tra Acireale e Giarre per la presenza di “lesioni” sospette sull’asfalto.

Da quando è cominciata l’eruzione dell’Etna sono state circa 200 le scosse registrate nel catanese dall’Istituto nazionale terremoti. La prima è del 24 dicembre, alle 9.59. «Si tratta di una zona ad alta attività sismica. Perciò non si possono escludere altre scosse in tempi ravvicinati», ha spiegato all’Adnkronos Carmelo Monaco, direttore del Dipartimento e professore di geofisica all’Università di Catania. «Siamo in presenza di una tipica attività della zona in cui periodicamente movimenti tettonici ed eruzione dell’Etna si alimentano a vicenda», ha aggiunto l’esperto. «Il tutto parte da un processo tettonico di apertura che richiama il magma la cui fuoruscita crea un disequilibrio nel sistema attivando la faglia e causando il sisma. In genere si tratta di terremoti molto superficiali che hanno la caratteristica di causare danni significativi se rapportati all’entità, ma in un raggio d’azione molto circoscritto».

La forte scossa ha provocato il crollo di calcinacci nelle chiese a Pennisi e di una statua della Madonna del campanile della chiesa del Sacro Cuore a Santa Venerina. A Fleri una palazzina è crollata: due persone state estratte dalle macerie sono rimaste ferite. Crollata anche qualche vecchia casa disabitata in massi lavici ha subito danni a Zafferana Etnea. Lesioni in abitazioni si segnalano nell’Acese nella zona di Lavinaio e a Santa Maria La Stella.

«Sto piangendo come una foglia. È stato troppo forte. Siamo per tutti per strada qui». Così su Twitter Fede racconta la notte di terrore vissuta nel catanese dopo la scossa registrata alle 3.19. C’è chi trova la forza di fare dell’ironia sui social: «Vuoi avere il parco giochi nella stanza con effetto sorpresa? niente di più facile! vieni a Catania mentre l’Etna è in eruzione, garantiamo un letto-sedia-a-dondolo, lampadari-altalena e persino poltrone idromassaggio». La casa di Raffy1313 è completamente distrutta: «A Piano d’Api, Acireale, vivi per miracolo».

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