Salute

Russamento e apnee notturne: due trattamenti a confronto

Oltre alla ventilazione meccanica a pressione positiva continua (Cpap), poco tollerata dalla maggior parte dei pazienti, sono state messe a punto terapie alternative per trattare i disturbi del sonno. Tra queste il nuovo protocollo Osas che si avvale di un approccio multidisciplinare al problema

I disturbi del sonno comprendono il russamento semplice, che determina l’alterazione della qualità del sonno e problemi relazionali di coppia, e le apnee notturne, condizioni più gravi per alterazione di ossigenazione di alcuni organi vitali quali il cervello e il cuore. Quando al russamento semplice si associano episodi di apnea notturna si parla di Osas, Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno. Moltissimi pazienti affetti da disturbi del sonno non sono a conoscenza di soffrirne, sono i loro famigliari a prendere coscienza del problema e a convincerli di recarsi dal medico. In altri casi, la Sindrome da Apnea Notturna o il semplice russamento non vengono individuati e trattati poiché non si conoscono le cause che inducono questi disturbi del sonno, né i sintomi caratteristici di tali patologie.

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Il primo passo è istruire il paziente a riconoscere i sintomi quali russamento, pause respiratorie durante il sonno, sonno frammentato, possibili risvegli con sensazione di soffocamento, mal di testa mattutini, sonnolenza e stanchezza diurna, scarsa capacità di concentrazione. Altro modo semplice per far riconoscere i disturbi del sonno al paziente è la somministrazione e compilazione di appositi test riconosciuti da medici specializzati in disturbi del sonno e dalla valenza internazionale.  Il Test del sonno è un semplice strumento di prima valutazione per eventuali situazioni di rischio, è un questionario che si avvale di due test, utilizzati a livello internazionale, per eseguire un primo screening identificativo di eventuali disturbi del sonno. Il primo test è il Questionario di Epworth, che fornisce una misura del livello generale della sonnolenza diurna e in relazione allo score ottenuto il rischio può essere basso, medio o alto. Il secondo test è il Questionario di Berlino che serve ad identificare la presenza di condizioni di rischio legate a disturbi respiratori nel sonno. La presenza di Osas, oltre a garantire una scarsa qualità di vita, aumenta il rischio per patologie cardiovascolari, conseguenti all’aumento della pressione arteriosa e dell’attività cardiaca per rapida riduzione dei livelli di ossigeno nel sangue. Sembra ci sia una stretta correlazione tra Osas e aumento dei casi di ictus cerebrale e di morte improvvisa, si suppone per aumentata attività cardiaca e quindi per comparsa di aritmie cardiache fatali.

Da moltissimi anni il trattamento proposto per l’Osas è la Cpap, ossia la ventilazione meccanica a pressione positiva continua, è un dispositivo che eroga un flusso di aria che mantiene aperte le vie aeree. Si compone di un ventilatore che tramite un tubo è collegato ad una maschera che aderisce perfettamente alla faccia del paziente in modo che il flusso costante di aria pressurizzata inviata impedisca alle pareti della gola di collassare. La maschera si presenta molto invasiva e costringe il paziente spesso a dormire in un’unica posizione, supina, oltre a indurre problemi psicologici legati anche a rapporti relazionali con il partner. La Cpap non è tollerata da tutti: uno studio ha stimato che oltre il 40% dei pazienti che si avvicinano a questa terapia ha smesso di utilizzarla dopo qualche settimana a causa dei fastidi causati dalla maschera e dal flusso di aria continuo. Molti trovano la Cpap estremamente scomoda, provano un forte senso di claustrofobia nell’indossare la maschera per tutta la notte. Altri lamentano ostruzione nasale e secchezza della gola, irritazione e secchezza della pelle della faccia e difficoltà ad espirare a causa della pressione dell’aria. Altri ancora la trovano incompatibile con la loro vita, per impegni e viaggi di lavoro, o per problemi psicologici relazionali. Bisogna inoltre aggiungere al 40% di pazienti che non accettano la Cpap, una percentuale consistente di pazienti che escludono sin dall’inizio questa terapia. Oggi esistono diverse alternative per chi soffre di apnee notturne.

Una alternativa valida alla Cpap è il nuovo protocollo Osas, sviluppato e svolto da equipe mediche specializzate in disturbi del sonno. Il protocollo prevede una prima visita con l’otorinolaringoiatra, il quale mediante strumentazioni altamente all’avanguardia e di ultima generazione è in grado di rilevare patologie ostruenti del naso o della gola e di trattarle con protocolli innovativi farmacologici o se necessita chirurgicamente mediante la Bio-Surgery o Chirurgia Mini-Invasiva trattando il paziente rapidamente, in anestesia locale, ambulatorialmente, grazie all’utilizzo di diversi tipi di Laser o della Radiofrequenza Quantica Molecolare. Dopo essersi sottoposto a visita otorinolaringoiatrica il paziente viene sottoposto a polisonnografia dallo pneumologo, che in sinergia con l’otorino, valuteranno il tipo di apnea presente. Dopo questo step il paziente verrà valutato dal biologo nutrizionista clinico, per escludere malattie metaboliche o un eccesso di peso corporeo, e dall’ortodontista per escludere alterazioni cranio-mandibolari. A tal proposito di fondamentale importanza sono i Mad, presidi intraorali sottili, semplici, affidabili, ben tollerati dal paziente, per nulla fastidiosi, creati su misura per ogni singola persona in modo da garantire l’adattamento alla conformazione oro-dentale-facciale. L’equipe medica indicata dalla multinazionale milanese che si occupa di ricerca scientifica e di trattamento di disturbi metabolici e del sonno per la Sicilia è costituita dalla sottoscritta specialista in otorinolaringoiatria (Dr.ssa Daria Caminiti), da uno pneumologo (Dr. Alfio Pennisi), da una biologa nutrizionista clinica (Dr.ssa Maria Teresa D’Agostino) e da una ortognatodontista (Dr.ssa Cristina Vitale).

I Mad si impongono come validissima alternativa alla Cpap nel paziente affetto da disturbi del sonno, nel quale sono state individuate tutte le cause responsabili delle apnee o del russamento e sono state trattate in maniera mirata. Questi presidi intraorali si indossano la notte e servono a spostare in avanti la mandibola oppure la lingua in modo da opporsi al collasso delle alte vie aeree determinato dalla respirazione durante il sonno e quindi servono ad aumentare lo spazio respiratorio stesso. I Mad rappresentano oggi la prima scelta di trattamento del paziente affetto da russamento o da apnee notturne lievi o medio-gravi, all’interno di un protocollo che si avvale della collaborazione di più specialisti per eliminare le cause dei disturbi del sonno. Ma se non si riesce ad identificare la causa o le cause, e quindi a trattarle in maniera mirata, nessun trattamento può essere risolutivo. Inoltre, è necessario rivolgersi a medici ad equipe di medici specializzati nei disturbi del sonno poiché sono patologie molto complesse che richiedono il lavoro sinergico di più specialisti per ottenere risultati soddisfacenti e duraturi nel tempo. L’equipe siciliana vanta un’ampia casistica di pazienti trattati con il Protocollo Osas, pazienti di tutte le età e di entrambi i sessi, con risultati brillanti. Molti pazienti che erano in trattamento con la Cpap hanno abbandonato questo presidio e avvicinandosi al protocollo Osas sono ritornati a vivere senza alcun fastidio e normalmente.

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Daria Caminiti

Specialista in Otorinolaringoiatria. Dottore di ricerca in scienze audiologiche e otorinolaringoiatriche Università degli Studi di Catania. Responsabile del Servizio di Day Surgery di otorinolaringoiatria presso la Casa di Cura Villa Salus di Messina convenzionata con il S.S.N. Responsabile dell’Equipe Siciliana di diagnosi, cura e riabilitazione dell’acufene. Esperta in Allergologia. Medico otorinolaringoiatra Casa di Cura San Camillo di Messina. Consulente Tecnico d’Ufficio o CTU del Tribunale di Messina.

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