Italia

Autostrade, si va verso il blocco dell’aumento dei pedaggi

È quanto riferiscono fonti del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che evidenziano come si respiri «aria di ottimismo per una sterilizzazione ormai giudicata certa degli aumenti delle tariffe su gran parte della rete autostradale»

L’anno nuovo potrebbe portare la sterilizzazione dell’aumento dei pedaggi autostradali. È quanto riferiscono fonti del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. «Si respira aria di ottimismo per una sterilizzazione ormai giudicata certa degli aumenti delle tariffe su gran parte della rete autostradale», riferiscono fonti del Mit, spiegando che il blocco riguarderà anche Aspi e Strada dei Parchi (A24-A25). Per alcune concessionarie si arriverà invece a «ritocchi minimi» e i gestori hanno comunque assicurato che sarà d’ora in poi valutato in modo più puntuale (sul singolo anno anziché ogni cinque anni) il rapporto tra tariffe, andamento dei prezzi e investimenti.

Un tentativo non inedito, che in passato ha prodotto al massimo il rinvio dei rincari per qualche mese. Il governo Conte punta al blocco degli aumenti e sta provando a convincere i gestori ad avere il via libera senza contenziosi nei tribunali amministrativi né ricorsi d’urgenza come avvenne nel 2014 quando il governo Letta cancellò gli aumenti previsti agganciandoli soltanto all’inflazione programmata in qualche modo contenendoli. Peccato che molti gestori ricorsero al Tar e al Consiglio di Stato spesso spuntandola ottenendoli negli anni a seguire suscitando un vespaio di polemiche con interrogazioni parlamentari e associazioni di consumatori in rivolta.

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Secondo la relazione fatta dal ministero dei Trasporti sugli “Adeguamenti delle tariffe di pedaggio autostradali per l’anno 2019”, gli aumenti sarebbero già pronti. Per Autostrade per l’Italia si prospetta un aumento annuale delle tariffe dello 0,81%; per Sat, Società Autostrada Tirrenica +1,17%, per la Tangenziale di Napoli +1,8%. Gli aumenti più consistenti per Rav, Raccordo Autostradale Valle d’Aosta +6,32% e per la Strada dei Parchi in Abruzzo non oltre il +5,59%. Secondo ambienti politici, il ministero concederebbe aumenti inferiori alle richieste dei concessionari. Entro fine anno si saprà chi tra concessionarie e governo si sarà dovuto arrendere.

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