Italia

Sea Watch 3 e Sea Eye, il governo italiano si divide sull’accoglienza di donne e bambini

La svolta dopo 14 giorni di attesa in mare sembrava essere arrivata. Il vicepremier pentastellato: «Pronti a dare una lezione di umanità all'Europa intera». Ma Salvini frena: «Io non cambio idea»

La Sea Watch 3 e la Sea Eye sono ancora in mare. Dopo il post del vicepemier Luigi Di Maio che lasciava intravedere un possibile lieto fine per i 49 migranti a bordo. Arriva la chiusura, netta, dell’altro vicepremier Mateo Salvini: «Io non cambio idea». Su Facebook Di Maio aveva auspicato che le donne e i bambini presenti sulle due navi sbarcassero a Malta, e successivamente fossero accolti in Italia. «Malta faccia sbarcare subito donne e bambini da quelle imbarcazioni e li mandi in Italia. Li accoglieremo – ha scritto il vicepremier pentastellato – Siamo pronti ancora una volta a dare, come sempre, una lezione di umanità all’Europa intera. Dopo che donne e bambini saranno sbarcati delle due navi ong ci mettiamo al telefono con ognuno dei capi di Stato europei e li costringiamo a rispettare le quote previste per ogni Paese».

Ma sempre via Facebook arriva la replica dell’altro vicepremier, Matteo Salvini, che sembra spegnere ogni speranza: «Il traffico di esseri umani va fermato: chi scappa dalla guerra arriva in Italia in aereo non con i barconi. Possiamo inviare a bordo medicine, cibo e vestiti, ma basta ricatti. Meno partenze, meno morti. Io non cambio idea».

La nave Sea Watch 3 da 14 giorni attende l’assegnazione di un porto sicuro per le persone, donne, uomini e bambini, salvate nel Mediterraneo il 22 dicembre scorso. L’imbarcazione si trova nelle acque territoriali maltesi dopo che le autorità maltesi hanno concesso l’ingresso senza però permettere lo sbarco in porto. Nella stessa situazione anche la nave della ong tedesca Sea Eye che ha soccorso altri 17 migranti. Le persone a bordo della Sea Watch 3 hanno ricevuto la visita di una delegazione di parlamentari tedeschi e insieme gli aiuti in derrate alimentari portati da due navi di appoggio. Ma ci sono stati anche attimi di tensione quando uno dei 32 migranti si è tuffato in acqua in un disperato tentativo di raggiungere a nuoto Malta. È stato recuperato subito dall’equipaggio di bordo. «Sono in mare da oltre 14 giorni, hanno alle spalle mesi di detenzione in Libia. Questa è la disperazione», ha scritto Sea Watch in un tweet.

«La Commissione continua i suoi intensi contatti con gli Stati membri disponibili a trovare una soluzione sullo sbarco rapido delle persone a bordo della Sea Watch 3 e Sea Eye», ha dichiaratola portavoce della Commissione Ue Mina Andreeva precisando che «il commissario Avramopoulos ha invitato gli Stati membri a dare sostegno e a contribuire a questo sforzo congiunto per sbarcare in sicurezza quanti sono a bordo il prima possibile. Una serie di Stati membri ha espresso disponibilità verso questo sforzo congiunto e a sostenere Malta».

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