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Sea Watch 3 e Sea Eye, Malta sfida l’Italia: «Niente sbarchi»

Il premier maltese Joseph Muscat non vuole creare un precedente facendo sbarcare i 49 migranti bloccati in mare da 16 giorni. Il vicepremier Salvini ribadisce: «I porti rimarranno chiusi»

Un appello a fare sbarcare i 49 migranti dalle navi Sea Watch 3 e la Sea Eye è arrivato anche da Papa Francesco. Ma i leader europei sembrano non sentire. «Malta non diventerà il luogo dove vengono fatti sbarcare i migranti salvati dalle organizzazioni umanitarie che altri paesi non vogliono accogliere». In un’intervista a Radio One, il premier maltese Joseph Muscat ha detto che è sua responsabilità non creare un precedente facendo sbarcare i 49 migranti bloccati in mare da 16 giorni. «Il governo – ha detto Muscat- deve trovare un equilibrio tra protezione di vite umane e proteggere Malta e la sua sicurezza, evitando che siano minacciate».

«L’Italia i precedenti li ha creati per anni e ha accolto tutto quello che arrivava dal Mediterraneo», replica il vicepremier Luigi Di Maio. «Adesso Malta faccia la sua parte». Il capo politico M5S polemizza anche con l’Ue: «Sul caso Diciotti questi signori li abbiamo sentiti dal giorno prima, non dal giorno dopo, mentre quando si parla delle imbarcazioni che stanno al largo di Malta sembra che Malta sia giustificata». Poi chiarisce anche la posizione dei Cinquestelle: «Noi stiamo dicendo che devono sbarcare a Malta e se serve ci prendiamo donne e bambini. Questa è la nostra posizione, poi se qualcuno mi viene a dire donne e bambini no, io non ho ancora sentito nessuno dirmi no, e se il tema è se devono arrivare le imbarcazioni in Italia questo io non l’ho mai detto. Abbiamo sempre detto – ha puntualizzato Di Maio – che quelle imbarcazioni devono sbarcare a Malta. In Italia anche in questo caso riusciamo a parlare dell’Italia, quando invece in questo momento bisognerebbe fare pressione su Malta con tutte le nostre forze per farli sbarcare».

«In Italia non arriva proprio nessuno», ha subito ribattuto il ministro dell’Interno, rivolto anche alla Chiesa. «Giusto che Di Maio parli e che dica il suo pensiero. E va benissimo che parlino pure Fico e Di Battista e che si discuta tra di noi e con il premier Conte, ma in materia di migranti quello che decide sono io», aveva detto in una intervista al Messaggero. «Io lavoro per non far partire le donne, i bambini e tutti gli altri dai loro Paesi, e per evitare il rischio che muoiano nel deserto o nel Mediterraneo – ribadisce – Non si possono fare concessioni sui principi e il principio è che qui, se non attraverso i corridoi umanitari e in maniera controllata e legale, non entra più nessuno. Questa è la linea e non si cambia». E sui social aggiunge: «Fate quello che volete, ma per chi non rispetta le leggi i porti Italiani sono e rimarranno chiusi».

LEGGI ANCHE: Sea Watch 3 e Sea Eye, il governo italiano si divide sull’accoglienza di donne e bambini

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