Salute

Difficoltà respiratorie nasali: un anno di casi clinici con la dottoressa Daria Caminiti

470 nuovi pazienti, 153 interventi chirurgici, due nuovi protocolli diagnostici e un approccio sempre più multidisciplinare. La specialista in otorinolaringoiatria e responsabile scientifico della rubrica “Medicina e Salute” fa un bilancio dei risultati raggiunti nel 2018 nel trattamento delle difficoltà respiratorie nasali

La difficoltà respiratoria nasale è un disturbo oggi sempre più diffuso, le cui cause sono rappresentate maggiormente dalla deviazione del setto nasale, dall’ipertrofia dei turbinati inferiori e dalla poliposi nasale. Con la dottoressa Daria Caminiti, responsabile scientifico della rubrica “Medicina e Salute” di Pickline e specialista in otorinolaringoiatria e allergologia, abbiamo affrontato più volte cause, sintomi, diagnosi, trattamenti farmacologici e chirurgici delle patologie delle alte vie respiratorie. Adesso vogliamo soffermarci sui risultati raggiunti nella cura dell’ipertrofia dei turbinati inferiori e della poliposi nasale, sui passi avanti fatti dalla laser chirurgia e sui nuovi protocolli messi a punto per un approccio molto più accurato, poco invasivo ma allo stesso tempo risolutivo delle patologie.

LEGGI ANCHE: Russamento e apnee notturne: due trattamenti a confronto

Quali sono le principali novità nel trattamento delle difficoltà respiratorie?
«La prima riguarda il protocollo Osas per il trattamento dei disturbi del sonno, quali apnee notturne e russamento. I disturbi del sonno sono dovuti principalmente all’ostruzione delle vie aeree superiori e non vanno sottovalutati perché a lungo andare possono causare importanti danni alla salute, sia per le conseguenze cardiovascolari che per quelle neurologiche. Una azienda multinazionale milanese, che si occupa di ricerca scientifica, di diagnosi e trattamento dei disturbi del sonno, ha individuato sul territorio siciliano un team di professionisti preparati a trattare tali disturbi e patologie, mediante un innovativo protocollo Osas. L’equipe siciliana è costituita oltre che da me, specialista in otorinolaringoiatria, dallo pneumologo Alfio Pennisi, dalla biologa nutrizionista Maria Teresa D’Agostino e dalla ortognatodontista Cristina Vitale. Un’altra importante novità riguarda l’attuazione di un protocollo diagnostico innovativo nei pazienti affetti da neoformazioni del cavo orale o nasale indotte da infezione da Papilloma Virus, al fine di tipizzare correttamente l’istotipo e quindi poter eseguire terapia farmacologica mirata per prevenire maggiormente le recidive e  l’evoluzione in carcinoma delle lesioni indotte da HVP, e studiare l’eventuale correlazione tra infezione da HVP a livello delle alte vie aeree e a livello dei genitali femminile e maschile. Dopo attente e accurate valutazioni, insieme all’anatomopatologo, Salvatore Lanzafame (Università degli Studi di Catania), e alla biologa specialista in patologia clinica, Luisa Russo (Centro Analisi Biomediche di Taormina), abbiamo ritenuto opportuno affiancare all’esame istologico ed immunoistochimico della neoformazione asportata, del cavo orale o nasale, un esame citologico per identificare e geno-tipizzare i virus HPV grazie alle moderne metodiche di biologia molecolare, mediante l’utilizzo del tampone faringeo per la ricerca del Papilloma Virus consentendo di identificare il Dna virale».

LEGGI ANCHE: Papilloma nasale e del cavo orale: quando l’infezione da Hpv colpisce le alte vie respiratorie

Che anno è stato il 2018 per quanto riguarda la cura della poliposi nasale e ipertrofia dei turbinati?
«Nel 2018 sono giunti alla mia osservazione circa 470 nuovi pazienti per patologie respiratorie, in particolare per ipertrofia dei turbinati e poliposi nasale. La poliposi nasale attualmente è in aumento nei pazienti soprattutto allergici, e rappresenta senza dubbio la più grave patologia benigna del naso, in particolare per la sua tendenza a resistere ai trattamenti e a recidivare. Il paziente deve essere, dunque, valutato nella sua interezza. È importante raccogliere informazioni riguardo lo stile di vita del paziente, eventuali allergie respiratorie, alimentari o da contatto, la tipologia di alimentazione ed eventuali patologie gastrointestinali, come reflusso gastroesofageo, intolleranza o allergia ai fans, alterazione del metabolismo dell’acido arachidonico e infine eventuali interferenze di terapie assunte in atto per altre patologie. Per tale motivo serve un approccio multidisciplinare: insieme alla biologa nutrizionista clinica, dr.ssa Maria Teresa D’Agostino, abbiamo messo a punto protocolli farmacologici e nutrizionali, studiati e approvati scientificamente, per trattare le alterazioni del metabolismo dell’acido acetilsalicilico e dell’acido arachidonico presente nei pazienti affetti da poliposi nasale. Durante questo anno molti dei pazienti, affetti da poliposi nasale non massiva, sono stati trattati con i protocolli farmacologici locali antiedemigeni innovativi, con ottimi risultati riuscendo a far regredire completamente i polipi nasali. Altri pazienti già trattati farmacologicamente e chirurgicamente, con tecniche mini-invasive, sono stati seguiti nel corso dell’anno, sottoponendosi a controlli periodici o followup, al fine di ridurre o azzerare la recidiva della patologia nel tempo. Altri pazienti sono stati trattati con protocolli immunologici poiché, studiando il paziente interamente, si è arrivati a formulare la diagnosi di patologie autoimmunitarie che si manifestavano con la poliposi nasale. Anche l’ipertrofia dei turbinati, correlata a sindrome allergica o a sindrome reattiva pseudo-allergica di cui soffre circa il 50% della popolazione, può essere trattata attraverso specifici protocolli farmaceutici. Quando però la rinite ostruttiva non risponde più a tali trattamenti, l’unica soluzione è quella di ridurre chirurgicamente la mucosa che riveste il turbinato».

LEGGI ANCHE: Naso chiuso? Quando la causa è la poliposi nasale

Quanti pazienti sono stati trattati chirurgicamente?
«Sono centotrentacinque i pazienti che sono stati trattati chirurgicamente mediante chirurgia mini-invasiva o “biosurgery”, mediante l’utilizzo del laser a diodi, in anestesia locale, in regime ambulatoriale, senza sanguinamento, senza apposizione di tamponi nasali e con ripresa postoperatoria immediata. L’intervento chirurgico per asportare i polipi nasali può essere eseguito mediante l’utilizzo di micro frantumatori-aspiratori nasali, come debrider o shaver, o apparecchi laser o Rqm, strumenti innovativi e tecnologicamente avanzati che permettono di eseguire la chirurgia mini-invasiva, utilizzando una serie di ottiche che bene si combinano con l’utilizzo di questi strumenti. Per decongestionare i turbinati si utilizza il laser a diodi, che ha lo scopo di ridurre la dimensione dei turbinati ipertrofici creando più spazio al passaggio dell’aria inspirata».

Quali nuove tecniche chirurgiche sono state introdotte per trattare l’ostruzione nasale?
«Sino a oggi, per ottenere la riduzione del volume del turbinato, si eseguivano interventi chirurgici che alteravano l’anatomia del naso e che richiedevano almeno quattro giorni di ricovero con innumerevoli disaggi per il paziente dovuti alla necessità di eseguire un tamponamento nasale per controllare l’emorragia. Oggi una validissima alternativa agli interventi tradizionali sia nel caso della ipertrofia dei turbinati che nel caso della poliposi nasale è rappresentata appunto dalla laser chirurgia, tecnica moderna, semplice, rapida e indolore. Si esegue in regime ambulatoriale, in anestesia locale di contatto (utilizzando uno spray anestetico, senza iniezioni), utilizzando una fibra laser. La fibra Laser nel caso del turbinato ipertrofico ha la funzione di vaporizzare l’acqua contenuta nelle cellule della mucosa che riveste il turbinato, causando una immediata e netta riduzione delle dimensioni dello stesso, lasciando integra la superficie della mucosa e rispettando l’anatomia delle strutture nasali. I turbinati, quindi, dopo il trattamento Laser mantengono tutte le loro funzioni di filtrazione, riscaldamento ed umidificazione dell’aria inspirata. La seduta Laser dura in media cinque minuti per lato, e il paziente potrà ritornare a domicilio dopo circa mezz’ora senza tamponi nasali e senza nessuna limitazione nelle mansioni quotidiane. Nel caso della poliposi nasale la fibra Laser invece inizialmente apre in due la formazione polipoide, ne vaporizza successivamente il contenuto acquoso e in seguito permette di asportare i residui del polipo stesso, permettendo la disostruzione delle fosse nasali. Anche nel caso della poliposi nasale il trattamento mini-invasivo è rapidissimo e indolore. Con la Laser Chirurgia possono anche essere rimossi piccoli speronei ossei, piccole creste ossee, e molto spesso l’otorinolaringoiatra evita di sottoporre il paziente ad intervento chirurgico di settoplastica. In relazione ai risultati ottenuti con questa nuova tecnica, e presentati ai più importanti congressi internazionali di chirurgia funzionale del naso, si può affermare che l’efficacia del Laser a diodi è totalmente affidabile e duratura nel tempo».

Quale esperienza maturata nell’ultimo anno porta con sé nel 2019?
«I tanti pazienti che sono arrivati alla mia osservazione, nell’ultimo anno e non solo, gli innovativi approcci terapeutici e il costante impegno nella ricerca mi hanno portato a credere che ogni malattia, comprese la poliposi nasale e l’ipertrofia dei turbinati inferiori, oggi può essere correttamente trattata da medici altamente specializzati e da equipe che si avvalgono di approcci multi-terapeutici, seguendo un mirato percorso terapeutico, offrendo qualificato supporto ai pazienti, troppo spesso lasciati a se stessi, dopo l’intervento chirurgico, con il falso messaggio che il loro problema non abbia una soluzione definitiva e sia destinato a recidivare anche in brevissimo lasso di tempo. Da questa consapevolezza parte ogni mia diagnosi e successivo trattamento. O i pazienti affetti da poliposi nasale e/o da ipertrofia dei turbinati, e quindi da difficoltà respiratoria nasale, asma, sindrome rino-bronchiale, allergia ai Fans e rinorrea profusa, possono raggiungere una buona qualità di vita seguendo dei percorsi terapeutici mirati, e diversi da caso a caso, in relazione alle cause responsabili di queste patologie».

Tags

Related Articles

Close