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Bimbo muore a 10 anni per apnea notturna

Sindrome di cui soffriva da tempo, ma questa volta l’interruzione della respirazione si sarebbe protratta più a lungo tanto da portare al decesso per arresto cardiorespiratorio. Una patologia che colpisce il 5% della popolazione

Ne soffre circa il 5% della popolazione fra i 30 e i 60 anni: le apnee notturne, ripetute interruzioni della respirazione della durata di almeno 10 secondi, sono una vera e propria patologia con importanti conseguenze sulla salute del paziente. In casi meno frequenti può manifestarsi anche i bambini. Ne soffriva anche il piccolo Salvatore morto a soli dieci anni mentre dormiva nella sua abitazione di Santa Teresa di Riva, in provincia di Messina. Non dava segni di vita quando i genitori hanno provato a svegliarlo come ogni mattina per andare a scuola. Inutile l’arrivo dei sanitari del 118, che hanno provato per più di mezz’ora a rianimarlo. Lo riporta il quotidiano La Sicilia.

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A causare la morte sarebbe stata la sindrome delle apnee notturne di cui soffriva da tempo e che questa volta gli è stata fatale. L’interruzione della respirazione si è protratta più a lungo tanto da portare il bambino al decesso per arresto cardiorespiratorio. Solo in Italia ne soffrono circa 12 milioni di persone. A complicare ulteriormente le cose c’è il fatto che nell’80% dei casi le apnee notturne non vengono diagnosticate. Si manifestano con pause nella respirazione, russamento, sonnolenza e asfissia e a lungo andare possono causare importanti danni alla salute, sia per le conseguenze cardiovascolari che per quelle neurologiche. Altro aspetto da non trascurare nei pazienti affetti da disturbi respiratori del sonno, sono la scarsa concentrazione e la stanchezza diurna, che determinano un aumento della probabilità di incidenti stradali e lavorativi.

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