Musica

Baglioni: «A Sanremo cerco l’armonia in un Paese confuso»

Il “dirottatore” artistico presenta il Festival numero 69: «La classe politica, quella dirigente e l'opinione pubblica hanno mancato paurosamente. Siamo un Paese incattivito, rancoroso, guardiamo con sospetto anche la nostra ombra, e questo è un disastro prima di tutto di ordine intellettuale». «Sui migranti siamo alla farsa. Non si risolve il problema bloccando 40 persone». «Al Festival voglio avvicinare gli opposti, anche il numero 69 di questa edizione evoca lo yin e lo yang»

Da “dittatore” a “dirottatore” artistico. Con un cambio di rotta evidente. Che conduce verso le nuove tendenze della musica italiana, andando incontro ai gusti giovanili indicati dalle classifiche di vendita dello scorso anno. Un “capitano coraggioso” Claudio Baglioni, ma non rivoluzionario. Non è e non lo è mai stato. Per indole. Che resta democristiana. E, in fin dei conti, il cast dei big in gara in questa edizione numero 69 del Festival di Sanremo continua nella tradizione del manuale Cencelli, accontentando tutti i “partiti”. Ci sono i “senatori” del Festival: Arisa, Daniele Silvestri e Nino D’Angelo (ciascuno sei partecipazioni), Loredana Bertè e Paola Turci (undicesima volta), Anna Tatangelo (otto volte), Patty Pravo (decima), Francesco Renga (ottava), Simone Cristicchi (quinta), Nek (quarta). Vengono riaperte le porte ai talent: Federica Carta e Irama da “Amici”, Enrico Nigiotti da “X Factor”, mentre da SanremoGiovani arrivano Einar e Mahmood, vincitori della selezione di dicembre, e Ultimo, trionfatore della sezione nella scorsa edizione. Spazio al cambiamento con voci e suoni della scena più o meno “indie” e con l’hip hop: Ex-Otago, Zen Circus, Motta, Boomdabash, Ghemon, Achille Lauro. In una via di mezzo stanno Il Volo, lanciati da piccoli dal talent “Ti lascio una canzone” e vincitori da adulti del Festival nel 2015, ed i Negrita, rock band alla seconda apparizione sul palco dell’Ariston.

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«Il numero 69 ha richiamato alla mia mente un’idea di sincronismo, di simmetria – ha spiegato Baglioni nella conferenza stampa di presentazione – e io, che cerco sempre dei significati prima di operare delle scelte, ho pensato che se l’anno scorso l’intenzione era di portare sul palco l’immaginazione quest’anno sarà l’armonia, l’idea di sposare e avvicinare anche elementi lontani, opposti, di cercare la bellezza nella diversità. Creare armonia fra gli opposti, anche il numero 69 evoca lo yin e lo yang. Le note da sole esprimono emozione ma insieme formano l’accordo».

Una ricerca di armonia ancora più significativa, quella di Baglioni, «perché il Paese è disarmonico confuso, cieco nella direzione da prendere. La classe politica, quella dirigente e l’opinione pubblica hanno mancato paurosamente. Siamo un Paese incattivito, rancoroso, guardiamo con sospetto anche la nostra ombra, e questo è un disastro prima di tutto di ordine intellettuale. Per questo ci attacchiamo a un’idea di leggerezza, di divertimento: per correrci incontro». E alla domanda sui migranti e sulla vicenda delle imbarcazioni Sea Watch e Sea Eye «se non fosse drammatica ci sarebbe da ridere» commenta il direttore artistico. Baglioni, che all’emergenza immigrazione dedicò la manifestazione “O’ Scià” a Lampedusa, spiega che «non si può pensare di risolvere la situazione di milioni di persone in movimento e in situazioni di disagio evitando lo sbarco di quaranta persone, li prendo io o i prendi tu. Non credo che un dirigente politico oggi abbia la capacità di risolvere la questione, ma almeno la verità di dire che siamo di fronte a un grande problema e dobbiamo metterci tutti nella condizione di risolverlo. Quest’anno è il trentesimo anniversario della caduta del Muro di Berlino, c’è stato un momento in cui il mondo ha pensato di poter essere felice, insieme, qua invece stiamo ricostruendo i muri, non li abbiamo mai abbattuti. Non credo che questo faccia la felicità degli esseri umani». E conclude: «Noi facciamo musica, e come in tutte le guerre i fanti sono altri, sono gli eserciti di buona volontà che tutti i giorni si prendono cura degli altri. Gli artisti hanno avuto in sorte il regalo di poter essere almeno i trombettieri di qualche buona battaglia».

Nel contesto della ricerca di armonia fra opposti, rientra anche la presenza di Claudio Bisio e Virginia Raffaele al fianco del “dirottatore” artistico sul palco dell’Ariston. Ribattezzati «fratello Sole e sorella Luna», Claudio Bisio e Virginia Raffaele assicureranno quella ironia e quella comicità che servirà per mettere un po’ di pepe al Festival in assenza della competizione cruenta (anche quest’anno non ci saranno eliminazioni). Ogni sera, inoltre, ci saranno due ospiti cantanti (Andrea Bocelli con il figlio, Giorgia, Elisa fra gli altri), e «anche ospiti non canori, non possiamo fare i nomi, ma i cognomi… Zalone», scherza Claudio Bisio in conferenza stampa. «Sta girando in Kenya, vediamo se torna in tempo», annuncia il comico. E Baglioni aggiunge: «Siamo un trio, potremmo diventare un quartetto. Come il Quartetto Cetra. Con forme di spettacolo sempre integrabile al concorso».

Questo, infine, il cast:
Arisa – Mi sento bene
Loredana Bertè – Cosa ti aspetti da me
Boomdabash – Per un milione
Federica Carta e Shade – Senza farlo apposta
Simone Cristicchi – Abbi cura di me
Nino D’Angelo e Livio Cori – Un’altra luce
Einar – Parole nuove
Ex-Otago – Solo una canzone
Ghemon – Rose viola
Il Volo – Musica che resta
Irama – La ragazza con il cuore di latta
Achille Lauro – Rolls Royce
Mahmood – Soldi
Motta – Dov’è l’Italia
Negrita – I ragazzi stanno bene
Nek – Mi farò trovare pronto
Enrico Nigiotti – Nonno Hollywood
Patty Pravo con Briga – Un po’ come la vita
Francesco Renga – Aspetto che torni
Daniele Silvestri – Argento vivo
Anna Tatangelo – Le nostre anime di notte
The Zen Circus – L’amore è una dittatura
Paola Turci – L’ultimo ostacolo
Ultimo – I tuoi particolari

I Campioni in gara parteciperanno con 24 canzoni inedite e si esibiranno tutti nella prima serata (5 febbraio) del Festival. Nelle due successive (6 e 7 febbraio) i Campioni (in gruppi di 12 a serata) interpreteranno, di nuovo, i propri brani. Nella quarta serata (8 febbraio) i 24 artisti reinterpreteranno le proprie canzoni in gara, eventualmente in versione rivisitata o con diverso arrangiamento musicale, ognuno insieme ad un artista ospite. Nella serata finale (9 febbraio), dopo aver riascoltato tutte e 24 le canzoni in gara, si conoscerà il brano vincitore della 69ᵃ edizione del Festival della Canzone Italiana.

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