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Sea Watch e Sea Eye, Malta dice sì allo sbarco: «Migranti redistribuiti in 8 paesi Ue»

Il premier maltese Muscat ha annunciato il via libera all’accordo su cui diversi Paesi lavoravano da giorni. Quanto ai 249 migranti che La Valletta ha soccorso alla fine di dicembre, 131 verranno ridislocati in altri Stati Ue e 44, provenienti dal Bangladesh, verranno rimpatriati

«Lo sbarco è questione di ore» annuncia il premier maltese Joseph Muscat. L’odissea dei 49 migranti da 19 giorni bloccati nel Mediterraneo a bordo della Sea Watch e della Sea Eye sta per finire. Muscat ha detto che l’accordo con la Ue è stato trovato e che a breve gli immigrati verranno trasbordati dalle due navi umanitarie su mezzi militari maltesi e portati a terra per poi essere redistribuiti tra otto Paesi europei. Tra questi c’è anche l’Italia. «L’Ue rilascia i suoi 49 ostaggi» twitta Sea Watch: «Dopo 19 giorni in mare i nostri ospiti hanno trovato finalmente un porto sicuro – scrive l’ong -. È una testimonianza di fallimento dello Stato, la politica non dovrebbe mai essere fatta sulla pelle dei bisognosi».

Il Commissario Ue per le Migrazioni, Dimitris Avramopoulos, usa toni trionfalistici: «Sono felice che i nostri sforzi per far sbarcare i migranti a Malta abbiano portato risultati e che tutti coloro che sono a bordo vengono sbarcati adesso. Elogio Malta per avere consentito questo sbarco e gli Stati membri che hanno mostrato solidarietà attiva accettando i migranti». I 49 migranti saranno quindi ridistribuiti tra otto Stati dell’Unione, ovvero Germania, Francia, Portogallo, Irlanda, Romania, Lussemburgo, Olanda e Italia. Quanto ai 249 migranti che La Valletta ha soccorso alla fine di dicembre, 131 verranno ridislocati in altri paesi Ue e 44, provenienti dal Bangladesh, verranno rimpatriati.

LEGGI ANCHE: Sea Watch 3 e Sea Eye, Malta sfida l’Italia: «Niente sbarchi»

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