Salute

Il Csa e le nuove frontiere nel trattamento dell’acufene

Sono sempre di più i pazienti che si rivolgono al Centro Siciliano Acufene per affrontare il fastidioso disturbo uditivo. L’equipe medica ha messo a punto innovativi metodi riabilitativi e trattamenti farmacologici per fornire soluzioni personalizzate

L’analisi degli ultimi dati statistici, forniti dal Centro Siciliano Acufene, rileva che nella popolazione priva di difetti uditivi un soggetto su dieci soffre di acufene mentre nella popolazione con ipoacusia ne soffre più del 50%. Di questi oltre il 20% richiede l’assistenza dello specialista otorinolaringoiatra, più dell’8% riferisce disabilità e il 5% grave handicap. Questo disturbo, apparentemente banale, tende a creare un vero e proprio stato invalidante, poiché coinvolge la sfera emotiva e psichica del paziente, la sua vita di relazione, il livello d’attenzione, il ritmo sonno-veglia, le attitudini socio-lavorative, inducendo o potenziando stati ansioso-depressivi.

Diagnosticare un acufene non è semplice e infatti in Italia sono ancora pochi i Centri che si occupano di questo problema. Il Csa, Centro Siciliano Acufene, dal 2010 lavora per migliorare la qualità di vita dei pazienti acufenici provenienti non solo da tutte le province siciliane ma anche dalle più vicine regioni dell’Italia Meridionale in particolare dalla Calabria, dalla Puglia e dal Molise. Nell’ultimo anno sono stati visitati e trattati dalla equipe 203 nuovi pazienti, un numero nettamente superiore rispetto al 2017, oltre ai circa 350 pazienti trattati negli anni precedenti che si sono sottoposti a regolari followup programmati.

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Alcuni pazienti sono stati trattati con diversi e specifici protocolli farmacologici o sottoposti a interventi ambulatoriali per patologie comuni e frequenti dell’orecchio. Altri sono stati trattati con sistemi sonori digitali o con presidi riabilitativi per disfunzioni articolo-mandibolari e craniali, ed altri ancora sono stati inviati in centri di eccellenza di otoneurochirurgia per il trattamento di patologie, quali neurinoma dell’acustico, deiscenza del canale semicircolare superiore, patologie congenite o acquisite neuro- vascolari come il conflitto neurovascolare interessante il nervo acustico. A tal proposito il Csa ha accertato un aumento dei casi di neurinomi del nervo acustico soprattutto in pazienti di giovane età e di conflitti neuro-vascolari, e per tale motivo ha intrapreso uno studio sul territorio riguardante le onde elettromagnetiche, partendo dal censimento di ripetitori ed antenne di telefonia mobile per procedere con lo studio elettrofisico delle stesse e i relativi effetti fisiopatologici che avvengono a livello otologico e cerebrale. Inoltre, il Csa è costantemente impegnato nell’ambito della ricerca scientifica, uno degli ultimi studi portati avanti dai professionisti del centro riguarda gli effetti di un nucleotide dell’acido ribonucleico, o Rna cellulare, a livello delle sinapsi neuronali, in particolare a livello della plasticità neuronale e quindi sul sintomo acufene.

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Il Csa per la Diagnosi, Terapia e Riabilitazione dell’Acufene, è quindi costantemente impegnato anche ambito scientifico e progettuale, affiancando con la propria esperienza anche le più grandi aziende leader nel settore della riabilitazione sonora. Gli specialisti del Csa sono in grado infatti di personalizzare gli innovativi protocolli riabilitativi sonori rivolti a modificare attivamente la “reazione” del soggetto alla presenza dell’acufene e a ridurre l’intensità del disturbo aumentandone la tollerabilità anche mediante gli ausili digitali. Il centro propone quindi molteplici terapie per il trattamento e la riabilitazione dell’acufene: farmacologiche somministrando diversi protocolli in relazione alla causa da trattare; riabilitative sonore; riabilitative psicoterapeutiche mediante il counseling;  riabilitative cranio-cervico-mandibolare nei pazienti con disfunzione dell’articolazione temporo-mandibolare; nutrizionali nei pazienti acufenici in presenza di alterazioni metaboliche; chirurgiche nei casi in cui la patologia responsabile dell’acufene è risolvibile solo con la chirurgia dell’orecchio e dell’encefalo, per esempio nel caso dei neurinomi.

Nel selezionare un programma terapeutico per i pazienti è cruciale comprendere le esperienze e le emozioni che i pazienti provano riguardo l’acufene e il modo in cui questo influenza la loro vita. Il programma terapeutico va quindi individualizzato per le esigenze e le cause del singolo paziente e spesso è particolarmente utile abbinare metodi riabilitativi diversi e supporti farmacologici. Ogni malattia, così come gli acufeni, oggi può essere correttamente trattata da medici altamente specializzati e da equipe che si avvalgono di approcci multiterapeutici offrendo qualificato supporto ai pazienti acufenici troppo spesso lasciati a sé stessi con il falso messaggio che il loro problema non abbia una soluzione.

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