Politica

Di Maio e Di Battista con un pulmino alla conquista dell’Europa

Reunion tra il capo politico dei Cinquestelle e l’ex deputato tornato dal Sudamerica, che lanciano la campagna per le elezioni europee del 26 maggio: «Ci avevano detto che non si potevano fare, ma noi l’Ue la cambiamo»

«Ciao a tutti buongiorno, io mi fido assolutamente di Luigi, anche alla guida». Comincia così il viaggio Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista su un furgoncino grigio fino a Strasburgo. Un’inquadratura fissa li mostra mentre spiegano agli utenti sul web i loro programmi. Il primo messaggio è «cambiare l’Ue», e «fare una battaglia sul merito di alcuni trattati». I toni sono sciolti, il linguaggio è diretto, l’atmosfera è quella del viaggio tra amici. Di Maio e Di Battista di nuovo insieme verso le europee.

«Io ho deciso di non candidarmi ma certe battaglie si portano avanti: oggi andiamo a Strasburgo a lanciare alcuni messaggi importanti direttamente lì», continua Di Battista. Secondo Di Battista vanno messe le mani sui Trattati per allargare la platea di chi beneficia dei diritti economici e sociali. «O l’Europa si mette in testa che si ricostruisce tutto a partire dai diritti, oppure se crolla tutto non è colpa del M5S che sta lì a battagliare e rispettare le istituzioni europee». La reunion Di Maio-Dibba è politicamente molto rilevante, perché in un momento di difficoltà di consensi per il primo, l’ex deputato è tornato a dar man forte, anche per tacere le voci di presunti dissapori tra i due al vertice del Movimento. «Rottura tra me e Luigi? Ci stiamo sui coglioni, che non si vede?», scherza Di Battista.

«Questa Ue così com’è non va. Certe cose vanno prese di petto e non rimandate. Ci avevano detto che non si potevano fare, ma noi l’Europa la cambiamo», con queste parole il vicepremier Luigi Di Maio lancia la campagna per le elezioni europee del 26 maggio prossimo. «In questi anni ci hanno detto che non si potevano fare, però pensate se il Movimento si fosse arreso di fronte al `non si può fare il taglio dei vitalizi´ o `non si può fare il taglio delle pensioni d’oro: alla fine saremmo stati come tutti gli altri, quindi ci dobbiamo credere e cambiare molte cose».

Dopo cinque ore di viaggio l’arrivo nella città francese. Il nuovo appuntamento su Fb stavolta è davanti all’Europarlamento. Sono da poco sono iniziati i lavori della Plenaria, quando Di Maio e Di Battista si piazzano a rue Lucien Fievre e ricomincia lo show. È la terza diretta. «Ci sono due parlamenti, uno a Bruxelles e uno qui. E questa è la marchetta francese che dobbiamo cancellare il prima possibile», sottolinea Di Maio. «Questo Palazzo è usato pochissimo, 40 giorni all’anno, quando si riunisce il Parlamento qui scatta un cartello degli albergatori e ristoratori che fanno aumentare i prezzi e capite perché la Francia non vuole mollare un miliardo di sprechi che costa questo Palazzo. Non è solo uno spreco ma anche il simbolo dell’arroganza di chi viene a rompere le scatole a noi facendoci la guerra sul Reddito di cittadinanza, mentre altri paesi come la Francia possono fare quel che gli pare. Cominciamo a recuperare risorse su tante cose», ha aggiunto. La location viene immediatamente riconosciuta dai giornalisti che vanno incontro ai due. E parte la fila di domande. Dalle alleanze in vista delle europee, ai rapporti con i gilet gialli, passando per le Tav fino alla proposta di legge sulla cannabis. La notizia più importante, Di Maio, la fornisce sul reddito di cittadinanza. «Il sito internet per chiederlo sarà pronto nel mese di marzo – annuncia – Da quel momento nel giro di qualche settimana vi diremo se la persona che ha fatto domanda può accedere al reddito oppure no. Non è stato facile ma ci siamo quasi».

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