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Brexit, May ottiene la fiducia del Parlamento

Dopo la bocciatura dell'accordo negoziato con l'Ue, i Comuni hanno respinto la mozione di sfiducia presentata dal leader laburista Jeremy Corbyn. Decisivo il voto degli unionisti nordirlandesi

Dopo la disfatta epica sull’accordo negoziato da Theresa May con Bruxelles per l’uscita del Regno Unito dall’Ue, oggi la premier britannica ha superato la mozione di sfiducia con 325 voti contro 306. «Ora avvieremo colloqui immediati con tutti i leader di partito» sono state le prime parole della premier dopo l’esito del voto a Westminster. May ha anche aggiunto che il suo obiettivo principale resta quello di portare a termine la Brexit: dunque nessun ripensamento sull’uscita del Paese dall’Unione. Decisivo, per la tenuta dell’esecutivo, ancora una volta il voto dei deputati del Democratic Unionist Party.

La premier si è detta pronta a incontrare tutti i leader dell’opposizione per cercare di trovare una linea comune con l’obiettivo di «attuare la Brexit». May ha aperto quindi anche a un incontro faccia a faccia con Jeremy Corbyn, finora negato. «Il Parlamento – ha detto la premier – ha confermato la fiducia nel governo», ora bisogna attuare la Brexit perché «il Paese continui ad aver fiducia nel Parlamento». Pronta la risposta del leader dell’opposizione laburista, Jeremy Corbyn, che si è detto disposto a incontrare May ma ha chiesto di «togliere dal tavolo» qualunque ipotesi di divorzio «no dea»l dalla Ue.

Il primo ministro britannico ha lasciato la porta aperta alla possibilità di una proroga dell’uscita dall’Unione Europea oltre la data del 29 marzo, ma ha sottolineato come la Ue sarebbe aperta a questo scenario solo «se fosse chiaro che c’è un piano per andare verso un accordo condiviso». Saranno però i 27 a decidere se concedere più tempo. Angela Merkel esclude la possibilità di un nuovo accordo, anche se si dice possibilista sui tempi da dare alla Gran Bretagna per trovare una soluzione interna, su cui «non ci saranno pressioni europee di alcun tipo». L’Unione europea, dunque, dal canto suo non mostra segno di cedimento. «L’accordo sulla Brexit non può essere rinegoziato. Ora sta al Regno Unito dire cosa vuole fare. Aspettiamo di sapere da loro quali sono i prossimi passi» ha detto Margaritis Schinas, portavoce della Commissione europea. Anche il negoziatore comunitarie Michel Barnier davanti all’Europarlamento ha ribadito che l’accordo bocciato a Westminster «non può essere rinegoziato». «Non è mai stato così elevato il rischio di una uscita del paese dall’Unione senza un accordo – ha sottolineato Barnier . La nostra determinazione è evitare uno scenario di questo tipo».

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