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Il compromesso di Trump per fermare lo shutdown

Il presidente offre tutele per i “dreamers” in cambio di fondi per il muro. Ma la proposta è subito bocciata dai democratici. Pelosi: «Improbabile che possa passare alla Camera»

Prolungare di tre anni le tutele legali ai circa 700 mila dreamers, i figli degli immigrati irregolari arrivati da bambini e cresciuti negli Stati Uniti, ed anche ai 300 mila titolari di protezione temporanea o in scadenza. In cambio, i 5,7 miliardi necessari a costruire il muro al confine col Messico. È questa l’offerta messa sul tavolo dal presidente americano Donald Trump come alternativa per risolvere il braccio di ferro con i democratici sulla legge di bilancio che ha portato allo shutdown, la chiusura temporanea del governo federale, e che va avanti da un mese.

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«C’è una crisi umanitaria in atto al confine meridionale che ho promesso di risolvere e che risolverò», dice Trump nel suo intervento dalla Diplomatic room della Casa Bianca. Ed è disposto a tutto: in cambio del sostegno al suo piano per la sicurezza dei confini il presidente ha aggiunto due punti al suo piano. Innanzitutto, si è impegnato a trovare una soluzione legislativa che prolunghi di tre anni il permesso di soggiorno per i dreamers, i figli di clandestini portati in America da bambini per i quali Barack Obama aveva creato un percorso di regolarizzazione poi cancellato lo scorso settembre dall’amministrazione Trump. Si tratta di circa 700mila persone, secondo i dati della Casa Bianca, provenienti da Messico, Salvador, Guatemala e Honduras che hanno usufruito dello status di protezione in questi anni e che rischiano di dover essere rimpatriati dal 5 marzo. Inoltre, si è impegnato a trovare una soluzione legislativa che estenda le tutele di tre anni anche per i 300mila migranti che hanno lo status di protezione temporanea, durante questo periodo potranno cercare un lavoro, ottenere il codice fiscale, accedere all’assistenza sanitaria. Insomma una mano tesa dal presidente all’opposizione per cercare una soluzione al cortocircuito politico che da 30 giorni blocca le attività del 25% del governo americano e di una dozzina di agenzie federali. «Se i democratici mi aiuteranno a realizzare il mio piano immediatamente riapriremo il nostro governo», conclude Trump.

Proposta che però è stata respinta subito respinta democratici. La speaker della Camera Nancy Pelosi, leader dell’opposizione, ha definito «insufficiente» e «destinata al fallimento» l’offerta di Trump di una difesa dei dreamers in cambio dei fondi per il muro. «È improbabile che qualcuna di queste disposizioni da sola possa passare alla Camera», ha detto. Pelosi chiede invece di riaprire subito il governo. E non è disposta a nessun tipo di compromesso con Trump: «Il presidente deve firmare le leggi per riaprire il governo immediatamente e mettere fine a questo shutdown senza senso che tiene il popolo americano in ostaggio». I democratici, da parte loro, sono disposti a mettere nella legge di bilancio oltre un miliardo di dollari per la sicurezza dei confini, ma non per il muro: 524 milioni per migliorare le infrastrutture agli ingressi di frontiera, in particolare nei porti e nei terminal della logistica; e altri 563 milioni per pagare 75 giudici preposti a valutare le richieste di asilo dei migranti fermi nei centri di detenzione alla frontiera sud. Insomma, lo stallo istituzionale continua.

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