Politica

Caso Diciotti, se M5s e Pd votano sì Salvini rischia il processo

Dopo Di Maio anche Renzi annuncia il suo voto a favore dell’autorizzazione a procedere avanzata dal Tribunale dei ministri. Se il Pd sarà sulla stessa linea, ci sarebbero i numeri in Senato per mandare a processo il leader della Lega

Dopo la conferma di Luigi Di Maio sul voto del M5s a favore della richiesta del Tribunale dei ministri di procedere contro il ministro dell’Interno Salvini, anche Matteo Renzi fa il suo annuncio. «Sono arrivate in Senato le carte del Tribunale dei ministri nei confronti di Salvini. Dopo averle lette con attenzione e senza alcun pregiudizio ideologico, voterò a favore della richiesta di autorizzazione a procedere», ha scritto l’ex premier su Twitter. A questo punto, bisognerà capire cosa farà il Pd. Se il Partito democratico confermerà la linea dell’ex segretario, i numeri in Senato sarebbero a favore del processo per il leader della Lega.

Anche l’orientamento dei Cinquestelle è di votare per il sì. «Il governo italiano si oppose allo sbarco dalla Diciotti finché l’Europa non avesse detto dove dovessero andare le persone a bordo. Fu una decisione di tutto il governo», ha detto Luigi Di Maio a “Non è l’arena” su La7. «Salvini ha detto io mi voglio far processare – ha spiegato Di Maio – quindi M5s non gli farà un dispetto e voterà sì alla richiesta di autorizzazione a procedere». «Salvini rinunci all’immunità, fermo restando che quell’azione sulla Diciotti è stata di tutto il governo», aveva detto anche Alessandro Di Battista.

La Giunta si riunirà per affrontare la richiesta mercoledì 30 gennaio alle 11. I componenti dell’organo parlamentare presieduto da Maurizio Gasparri dovranno votare a scrutinio palese. Fra i 23 membri della commissione, Salvini può certamente contare sui 4 senatori della Lega. Probabile che a suo favore si esprimano gli esponenti di Fratelli d’Italia e di Forza Italia: il totale fa 9 voti. Luigi Di Maio ha invece confermato che i 6 esponenti del M5s voteranno sì al processo del ministro dell’Interno. Se i dem seguono la linea di Renzi, in totale saranno 10 i senatori a favore dell’autorizzazione a procedere. Ma finora nessuno dei leader dem ha fino a questo momento preso una posizione netta come quella di Renzi. «Bisogna seguire l’iter della richiesta in giunta e approfondire la questione da tutti i punti di vista», hanno detto i quattro componenti dem della Giunta per le elezioni, che sono i senatori Francesco Bonifazi, Anna Rossomando, Nadia Ginetti e Giuseppe Cucca. In bilico la posizione dell’ex presidente del Senato Pietro Grasso, dell’ex M5S Gregorio De Falco e di Meinhard Durnwalder di Svp-Autonomie.

La Giunta per le elezioni e le immunità dovrà presentare una relazione sul caso a Palazzo Madama entro 30 giorni. Se propone di dare il via libera all’autorizzazione a procedere, senza che all’interno ci siano opinioni contrarie, l’Aula non vota: le carte tornano al tribunale dei ministri e comincia il processo a Salvini. Ma se all’interno della giunta ci sono proposte di cassare l’autorizzazione, anche minoritarie, Palazzo Madama deve comunque esprimersi entro 60 giorni. Il Pd ha 52 voti se tutti seguiranno l’indicazione di Renzi, che si andranno a sommare ai 107 del M5s. A quel punto voteranno a favore dell’arresto di Salvini 159 senatori. Anche se tutti gli altri dovessero votare a favore di Salvini, il ministro dell’Interno finirebbe a processo davanti al tribunale di Catania. È accusato di sequestro di persona aggravato: rischia fino a 15 anni di carcere.

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