Musica

Sanremo tra bocciature eccellenti, polemiche e sospetti

Anche Francesco Guccini tra le “vittime” delle esclusioni di Baglioni. «Era una canzone sui migranti». La non ammissione di “Caramelle”, la canzone sulla pedofilia di Carone e Dear Jack, suscita scandalo. L’irrisolto nodo del conflitto d’interessi del direttore artistico

Pippo Baudo nel 2007 si era permesso di bocciare canzoni scritte dal premio Nobel Rita Levi Montalcini e da Margherita Hack e ha escluso Alda Merini, più volte candidata al premio Nobel per le sue poesie. Bocciate le canzoni di Sanguineti, Baricco e Marcorè, così come Cochi e Renato, Irene Grandi e Francesco Baccini. Claudio Baglioni è andato oltre, non ammettendo al suo Festival canzoni scritte da un monumento della canzone d’autore: Francesco Guccini. «Un’altra mia canzone è stata bocciata (è la seconda che bocciano), l’anno scorso. Non so se il compagno Baglioni o chi per lui. Era una canzone sui migranti» ha rivelato a sorpresa Guccini ospite sabato sera de “Le Parole della Settimana” il programma di Rai3 condotto da Massimo Gramellini. «L’ha cantata Enzino Iacchetti, l’ha cantata bene, forse non gli è piaciuta» ha precisato l’autore de “La locomotiva”.

GUCCINI E I MIGRANTI. Era solo un brutto scarto da riciclare? C’è un astio legato a episodi del passato tra Guccini e Baglioni? Idiosincrasie politiche: anarchico l’emiliano, democristiano il romano? «Non so che dire, non gli sarà piaciuta».
Proprio Iacchetti aveva commentato ironico a Striscia la Notizia: «La canzone è stata accettata, ma nel senso di accettata con l’accetta», disse. Più serio, aveva raccontato la vicenda alla stampa così: «Subito (Baglioni, nda) ha detto che era bellissima, però lui voleva fare un festival pop, più leggero, e allora era meglio se fossimo andati come ospiti. Alla Universal erano convinti che saremmo andati, ma la chiamata non è mai arrivata. Così a quel punto io ho messo la canzone nel mio spettacolo».

CARAMELLE E PEDOFILIA. A suscitare polemiche anche l’eliminazione della canzone “Caramelle” che ha visto collaborare tra loro Pierdavide Carone e i Dear Jack. Un brano dal forte sapore sociale, sulla scia (anche musicale) di quanto lo scorso anno fecero Ermal Meta e Fabrizio Moro. Un’esclusione che ha fatto parlare, perché il pezzo affronta il tema della pedofilia e che i Dear Jack e Carone hanno comunque voluto regalare ai propri pubblici pubblicandola su Youtube, dove in pochi giorni ha raccolto oltre 130mila visualizzazioni, un po’ di commenti e anche qualche “endorsement” importante.
La canzone è il racconto di due bambini, Marco di 10 anni e Marica di 15, due storie diverse, ma unite dalla stessa conclusione. Sono due racconti difficili, come difficile è trattare in pochi versi un tema così ampio, che vedono bambini protagonisti e vittime di un adulto che promette le famigerate caramelle. Marco si trova da solo su un pontile e viene affiancato da un adulto, mentre Marica prende un passaggio da un uomo che non conosce: «Dammi la mano bambino e vieni nel bosco, no che non sono un estraneo, io ti conosco, vengo dal tuo stesso posto». A cui si aggiunge: «Nel mio silenzio il ricordo di cose più belle, il colore delle stelle, mentre prendi la mia pelle, in cambio un sorriso e due caramelle».
E il “dirottatore artistico” è accusato anche di aver censurato i New Trolls (vecchio gruppo in auge a cavallo tra i ‘70 e gli ‘80: “Aldebaran”, “Quella carezza della sera”, ecc.) rei di aver sottoposto al direttore una canzone sovranista e antieuropea (“Unione fatta di parole e ipocrisia”, dice il testo), bocciata ed esclusa dal Festival.
Tra i trombati illustri dell’ultimo minuto ci sono anche l’ex Pooh Dodi Battaglia con un pezzo di Giorgio Faletti e Dolcenera spinta a far coppia con Rocco Hunt. Bianca Atzei con un pezzo d’autore firmato da Gianluca Grignani. 

I LEGAMI POCO TRASPARENTI. Attacchi da destra e da sinistra, che indicano la formazione di un fronte critico trasversale nei confronti del patron del Festival, molto probabilmente per l’irrisolto conflitto d’interessi, che getta delle ombre sulle scelte del direttore artistico. Claudio Baglioni è infatti legato alla Friends & Partners (F&P) di Ferdinando Salzano e questa, a sua volta, collabora con una serie di cantanti selezionati al Festival (Paola Turci, Nek, Achille Lauro, Renga, Il Volo e Nino D’Angelo). Da poco, inoltre, l’agenzia di Salzano è stata acquisita in parte dalla Cts, una multinazionale, che ha acquisito la Vivo Concerti e la Magellano Concerti. Di queste fanno parte altri concorrenti di Sanremo 2019: Irama, Ultimo, Federica Carta, Shade ed Ex Otago.
In un servizio trasmesso da Striscia la Notizia, è emerso che «l’anno scorso tra gli invitati al matrimonio di Salzano c’erano tanti cantanti. Sembrava quasi una preselezione per il Festival, perché chi ha cantato alla cerimonia, ora è a Sanremo». Alla festa, inoltre, era presente anche Baglioni. Inoltre viene rivelato che «la Rai ha un ufficio che fa i contratti per gli artisti. E chi ci lavora? La mamma di una collaboratrice di Salzano».
Insomma, Claudio Baglioni rischia davvero di rotolare giù dalle scale dell’Ariston.

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Giuseppe Attardi

Laureato in Lettere moderne. Giornalista professionista. Ha collaborato con Ciao2001, Musica Jazz, Ultimo Buscadero, Il Diario di Siracusa. È stato caposervizio agli spettacoli al quotidiano "La Sicilia". Nel 2018 ha curato il libro "Perché Sanremo è (anche) Sicilia". Ha assistito a tutte le prime dei tour mondiali degli U2.

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