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Diciotti, Salvini sarà sentito dalla Giunta entro sette giorni

L'organo di Palazzo Madama prende tempo sulla richiesta di autorizzazione a procedere per il ministro dell’Interno. Il senatore del M5s Giarrusso annuncia che Conte, Di Maio e Toninelli depositeranno una memoria in cui spiegheranno che è stata una decisione di tutto il governo

Processo sì o processo no? Mentre il Movimento 5 stelle si interroga su come votare, si è tenuta la prima riunione Giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato sul caso Diciotti. «Ho scritto una lettera a Salvini per invitarlo, gli abbiamo dato sette giorni per presentarsi», il presidente Maurizio Gasparri ha proposto di concedere sette giorni al ministro dell’Interno per essere ascoltato o per presentare una memoria difensiva. «La mia relazione ha avviato il procedimento, poi ascolteremo l’interessato e farò una mia proposta – ha spiegato Gasparri – il tutto entro il 23 febbraio. Deciderà Salvini se mandare una memoria o venire di persona. Vorrei garantire il rispetto dei tempi e della procedura»

Ma alla Giunta per le Immunità del Senato arriverà una nota. Un documento firmato dal presidente del consiglio Giuseppe Conte, dal vicepremier Luigi Di Maio e dal ministro dei Trasporti Danilo Tonilelli, per dire che nel caso della Diciotti fu tutto il governo a non dare il via libera, per cinque giorni, allo sbarco dei 177 migranti a bordo della nave della Guardia Costiera. Lo annuncia con una nota il senatore Mario Michele Giarrusso precisando «che sul caso Diciotti la decisione ha coinvolto tutto il Governo, con responsabilità anche di altri ministri e del Presidente Consiglio stesso». Il presidente dell’organo parlamentare, Maurizio Gasparri, però, ha spiegato che dal punto di vista istituzionale non sono previsti atti da parte di soggetti non direttamente coinvolti. «Il nostro interlocutore è e resta il ministro Salvini. Se il governo avrà cose da dire sarà lo stesso Salvini a riferircele, arricchendo la sua relazione». La Giunta ha cominciato il suo iter per poi arrivare a votare una relazione sulla richiesta di processare Salvini. Non è ancora chiaro come intendano votare i senatori del M5s: i loro voti sono fondamentali sia in giunta che soprattutto nel voto successivo nell’aula di Palazzo Madama.

E sulla vicenda si scatena uno scontro politico tra i due alleati di governo. Parte all’attacco il sottosegretario all’Interno del M5s Carlo Sibilia che a Circo Massimo, su Radio Capital, dichiara: «Se il caso andrà in Aula, noi voteremo assolutamente sì». Immediata la replica, minacciosa, della Lega, per voce di Massimiliano Fedriga, presidente della regione Friuli Venezia Giulia, che, dai microfoni di Radio anch’io, dice: «Se il M5S vota sì, si ridiscute tutto». E aggiunge: «Bisogna capire se il Parlamento condivide le politiche del governo, non solo di Salvini. Se così non fosse, è chiaro che bisognerebbe fare una seria riflessione. Non si sta parlando di un processo a Salvini perché ha messo l’auto in divieto di sosta».

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