Il Volo cerca il bis al Festival dopo la “benedizione” di Papa Francesco

Il trio con “Musica che resta” vuole ripetere l’impresa del 2015 quando vinse con “Grande amore”. «Ma ci basta arrivare al cuore della gente». «A Sanremo per festeggiare dieci anni di carriera». «Taormina fu il nostro punto di svolta»

«Taormina fu il nostro punto di svolta» commenta Piero Barone, il più grande degli ex tre tenorini de Il Volo, ricordando gli inizi con l’amarezza di non poter cantare davanti al pubblico italiano: «Andavamo in giro per il mondo, mai nel nostro Paese. Taormina rappresentò l’inizio di una lunga serie di concerti anche in Italia».

Forse Taormina non fu il vero “punto di svolta”, ma quei due show nel luglio del 2014 all’insegna del “tutto esaurito” portarono fortuna a Piero Barone, agrigentino di Naro, 25 anni, Ignazio Boschetto, bolognese all’anagrafe ma marsalese doc, 24 anni in ottobre, e Gianluca Ginoble, il baritono, abruzzese, il più piccolo con 23 anni. Dopo quelli al Teatro Antico seguirono altri concerti in location altrettanto importanti e, nel febbraio 2015, la grande occasione: salire sul palco del Teatro Ariston. Una cavalcata trionfale. Sulle ali del televoto, con la canzone “Grande Amore”, sbaragliarono tutti. «Il Festival ci ha cambiato la carriera in Italia – ammettono i tre – Insomma, abbiamo ricevuto l’autorizzazione al decollo per volare anche in Italia».

Da allora hanno volato in tutto il mondo, Italia finalmente compresa. Hanno duettato con artisti del calibro di Barbra Streisand e Placido Domingo, hanno riempito l’Arena di Verona e il Radio City Music Hall di New York, raccogliendo standing ovation in Europa, America e Giappone. E sabato 26 gennaio, a Panama, il trio italiano è stato “benedetto” da Papa Francesco, davanti al quale si è esibito in occasione della XXXIV Giornata Mondiale della Gioventù, alla presenza di oltre un milione di persone, durante la cerimonia della Veglia, nel Campo San Juan Pablo II. Un evento trasmesso in mondovisione. «È un Papa rivoluzionario che si avvicina molto ai giovani, non credevamo ci fosse una affluenza così alta. È stato un grande onore, difficile da spiegare. Essere a un metro di distanza da lui comporta la gestione delle emozioni. Su quell’altare c’era una energia particolare al di là di mettere la nostra arte al servizio di Dio. È il coronamento di un sogno. E lo abbiamo raggiunto da giovani. Una emozione pazzesca indipendentemente dal credere» raccontano ancora emozionati i tre ragazzi de Il Volo lanciati dal talent show canoro per bambini “Ti lascio una canzone”.

Per ringraziare quel palco sul quale nel 2015 hanno avuto l’investitura di ambasciatori del belcanto italiano, Piero, Ignazio e Gianluca quest’anno sono voluti tornare a Sanremo per festeggiare dieci anni di carriera. «Quando abbiamo cominciato, dieci anni fa, erano poco più che bambini, oggi siamo cresciuti di certo fisicamente, ma anche e soprattutto professionalmente» commentano i tre.  Che non nascondono l’aspirazione a ripetere l’impresa di quattro anni fa. «Vincere? E chi non lo sogna?» confessano. «Ma puntiamo soprattutto ad arrivare al cuore della gente».

Il Volo

Puntano sull’onda emotiva della potenza vocale e della melodia contagiosa di “Musica che resta”, il brano con cui sono in gara e che anticipa il nuovo album “Musica” in uscita il 22 febbraio in tutto il mondo. Conterrà, oltre al brano sanremese, altri due inediti – “Fino a quando fa bene” e “Vicinissimo” – e le cover di “Arrivederci Roma”, “A chi mi dice”, “People”, “La nave del olvido”, “Lontano dagli occhi”, “Be My Love”, “La voce del silenzio” e “Meravigliosa Creatura”.

«Con “Musica che resta” cerchiamo di non tradire la nostra personalità, ma nello stesso tempo di fare un passo avanti verso la modernità. È un giusto compromesso tra passato e futuro. Non è stato facile passare da bambini prodigio a ragazzi, ora uomini con la barba. Abbiamo sempre cercato di rinnovarci. Il nuovo disco ci rappresenta al cento per cento. Fino a qualche anno fa ci dicevano: “Cantate così”. Da qualche anno invece usiamo le nostre voci come piace a noi. Il Volo non è solo “O Sole Mio”, è anche “Musica che Resta”, che è un brano esplosivo. Nell’album “Musica” ci sono tutte le nostre personalità».

Il brano sanremese è una classica romanza d’amore che porta, tra le altre, anche la firma di Gianna Nannini. «A 25 anni vediamo l’amore in modo diverso. La musica è la colonna sonora di tutti gli innamorati ma purtroppo in alcune coppie resta solo ma musica. Gianna ha dato un graffio rock al brano. Con lei ormai siamo amici, ha scritto parte del brano sanremese. E nel disco c’è “Meravigliosa Creatura”».

Dieci anni dopo, nel rapporto personale e professionale non è cambiato nulla, giurano i tre. «Nel 2015 siamo arrivati a Sanremo con passione e torniamo lì con passione. La musica ci accomuna e sarà così finché avremo vita. Conviviamo da dieci anni, siamo cresciuti insieme, c’è una grande amicizia. E le colpe si dividono in tre. Non è facile arrivare a dieci anni e puntiamo a venti, trenta».

Da maggio, e per un intero anno, i tre ragazzi de Il Volo saranno protagonisti di live in tutto il mondo. Si parte dal Giappone per poi approdare in estate nel nostro Paese: Taormina non potrà mancare nel tour che culminerà con uno show all’Arena di Verona in settembre.

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Giuseppe Attardi

Laureato in Lettere moderne. Giornalista professionista. Ha collaborato con Ciao2001, Musica Jazz, Ultimo Buscadero, Il Diario di Siracusa. È stato caposervizio agli spettacoli al quotidiano "La Sicilia". Nel 2018 ha curato il libro "Perché Sanremo è (anche) Sicilia". Ha assistito a tutte le prime dei tour mondiali degli U2.
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