Economia

Istat: «L’Italia è in recessione»

Nel quarto trimestre del 2018 il Pil è calato dello 0,2%, dopo il -0,1% del trimestre precedente. Non accadeva al 2014

Le previsioni sono state rispettate: l’Italia è tecnicamente in recessione. Dopo il dato negativo del terzo trimestre del 2018, già evidenziato da Bankitalia e Fmi, con il calo dello 0,2% del Pil certificato dall’Istat nel quarto trimestre si concretizza il fantasma di una «recessione tecnica», definizione che si applica quando l’attività produttiva arretra per due trimestri consecutivi. Infatti, per l’Italia è già il secondo trimestre consecutivo di calo dopo il -0,1% del periodo luglio-settembre. Non succedeva dal 2014: la ricchezza prodotta dal nostro Paese era cresciuta per 14 trimestri consecutivi.

I dati Istat erano stati anticipati dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte. «Diamo per scontata una nuova contrazione del Pil», aveva detto ieri Conte all’incontro con i vertici di Assolombarda, enfatizzando come l’Italia stia soffrendo per difficoltà economiche distribuite su molti paesi del mondo. «Il dato positivo è che non dipende da noi. Dobbiamo guardare con entusiasmo alla crescita economica e siamo fiduciosi che nel corso del 2019 raggiungeremo gli obiettivi che ci siamo prefissi». L’Italia, dunque, non è sola in questa fase di rallentamento economico: il rapporto sull’economia del governo di Berlino aveva annunciato il dimezzamento delle stime di crescita del Pil tedesco per i 2019 dall’1,8% previsto ancora nell’autunno scorso all’1% attuale. In controtendenza il dato del Pil spagnolo, che nel quarto trimestre del 2018 ha accelerato al +0,7%, in rialzo dal +0,6% del trimestre precedente ma anche rispetto alle stime. Nell’intero 2018 l’economia di Madrid si è sviluppata al tasso del 2,4%.

Sul rallentamento della crescita economica dell’Italia pesano sicuramente le incertezze internazionali, con i timori per l’economia mondiale dovuti alle potenziali conseguenze di una guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti. Anche se molti esperti indicano una specificità italiana dovuta alle incertezze sul futuro economico del paese, in particolare a causa delle misure che il governo intende attuare e le conseguenze che potrebbero avere sui conti pubblici e sulla tenuta del sistema bancario. In questo clima, privati e imprese preferiscono rimandare gli investimenti in attesa di un chiarimento della situazione, contribuendo così al generale rallentamento delle attività economiche.

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