Salute

Osas e ortodonzia: i dispositivi orali per risolvere le apnee notturne

I MAD, dispositivi di avanzamento mandibolare, si sono rivelati molto efficaci nel ridurre i sintomi e migliorare la qualità della vita di chi soffre di russamento o apnee lievi e medio-gravi. E rappresentano una valida alternativa per i pazienti che non tollerano la ventilazione meccanica a pressione continua

È una malattia di cui si parla poco che però ha ricadute concrete, e spesso drammatiche, sulla salute e sulle attività quotidiane. La Sindrome delle apnee ostruttive nel sonno (OSAS) si manifesta con episodi ripetuti di apnee, occlusione delle vie aree superiori che causano microrisvegli continui, di breve durata e inconsapevoli, spesso associate a una riduzione della concentrazione di ossigeno nel sangue. Il problema non deve essere sottovalutato poiché può causare l’insorgenza di patologie cardiovascolari e neurologiche. Altri aspetti da non trascurare nei pazienti affetti da disturbi respiratori del sonno sono la scarsa concentrazione e la stanchezza diurna, che determinano un aumento della probabilità di incidenti stradali e lavorativi. In quest’ottica è sempre più importante il ruolo dell’odontoiatra nel diagnosticare la patologia, dato che alcuni sintomi sono facilmente individuabili nel corso di una semplice visita di controllo.

La diagnosi ortodontica si avvale prevalentemente dell’analisi cefalometrica sulla teleradiografia latero-laterale che valuta la lunghezza dello spazio aereo posteriore (PAS Posterior Airway Space) che viene misurato attraverso una linea tangente il bordo inferiore della mandibola che attraversa le vie aeree. Ma è sempre indispensabile un approccio multidisciplinare che prevede la collaborazione dell’otorinolaringoiatra, dello pneumologo, del nutrizionista e dell’ortodontista. La terapia delle OSAS è personalizzata e varia a seconda della gravità e della causa che ne ha generato l’insorgenza. Potrebbe bastare la perdita di peso, se la causa scatenante è l’obesità, o risultare necessario l’intervento chirurgico per liberare le vie aeree. I casi meno gravi potranno essere trattati dall’ortodontista applicando particolari dispositivi di avanzamento mandibolare (MAD).

La terapia d’elezione per il trattamento delle OSAS è la ventilazione meccanica a pressione positiva continua (CPAP) che impedisce alle pareti della faringe di collassare durante il sonno. Questo è un trattamento molto efficace che però non è ben tollerato da tutti i soggetti. Le apparecchiature orali di avanzamento mandibolare (MAD) si sono rivelate molto efficaci nel ridurre i sintomi e migliorare la qualità della vita nei pazienti con OSAS lievi e moderate. Mentre nelle OSAS causate da importante alterazione anatomica del mascellare e della mandibola è di competenza ortodontica la chirurgia maxillo-facciale di avanzamento bi-mascellare. Essa agisce portando in avanti, insieme alle basi ossee, il palato molle e la base della lingua. Quando l’intervento è efficace, il paziente non dipende più da apparecchiature extra o intra orali. Il ruolo dell’ortodontista può essere fondamentale nella collaborazione con il chirurgo maxillo-facciale per la riuscita del trattamento.

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L’ostruzione delle vie aeree superiori può essere a qualsiasi livello, ma uno dei punti più frequenti è alla base della lingua o dietro al palato molle. Le cause sono anatomiche (ristrette dimensioni dei passaggi d’aria) o fisiologiche (aumentata collassabilità delle vie aeree dovuta a una carenza di controllo neuromuscolare centrale), anche se nella maggior parte dei casi si tratta di una combinazione dei due fattori. Le apparecchiature intraorali (MAD) agiscono riposizionando e mantenendo la mandibola e la lingua in posizione anteriore, aumentano il volume delle vie aeree e diminuiscono la resistenza al flusso aereo, accrescono il tono dei muscoli prevenendone la collassabilità. Numerosi studi confermano come il grado di protrusione mandibolare sia direttamente proporzionale con il miglioramento di eventi respiratori notturni. I MAD rappresentano la prima scelta per chi soffre di russamento o apnee lievi e medio-gravi. Inoltre, rappresentano una valida alternativa per il paziente che non tollera o non risponde alla CPAP.

I MAD sono disponibili di due tipologie: a protrusione fissa e a protrusione variabile. I primi hanno il vantaggio di una maggiore velocità della terapia e una maggiore semplicità di utilizzo, ma presentano l’impossibilità di modificare il grado di avanzamento una volta realizzato il dispositivo. I secondi, al contrario, permettono l’aggiustamento del grado di protrusione successivamente alla consegna del dispositivo, rivelandosi più efficaci anche se il trattamento potrebbe richiedere più tempo. Una volta raggiunta la posizione “terapeutica” è importante rivalutare insieme all’equipe di lavoro il paziente per un esame di controllo (polisonnografia o monitoraggio ambulatoriale) con il MAD. Durante la fase di avanzamento il paziente deve essere visitato ogni 3 settimane circa. Al termine di questo periodo può essere controllato ogni sei mesi per monitorare la comparsa di eventuali effetti collaterali. Le apparecchiature orali di avanzamento mandibolare sono solitamente ben tollerate anche se possono insorgere effetti collaterali che il più delle volte sono lievi e temporanei. I più comuni sono ipersalivazione, dolore muscolare e articolare, mobilità e\o indolenzimento dei denti.

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Cristina Vitale

Odontoiatra. Specialista in ortognatodonzia Università degli Studi di Torino. Dottore di ricerca in scienze ortodontiche e pedodontiche Università degli Studi di Messina. Socio S.I.D.O. (Società italiana ortodontisti) e A.S.I.O. (Associazione specialisti italiani ortodonzia). Consulente in Ortognatodonzia ed Odontoiatria infantile presso lo studio del Dott. Massimo Vitale in Giadini Naxos (ME) e presso diversi studi Odontoiatrici in Sicilia. Consulente in Ortogantodonzia presso studi Odontoiatrici di Roma.

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