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«Attacchi senza precedenti», la Francia richiama l’ambasciatore a Roma

Sale la tensione tra Parigi e Roma dopo le polemiche sul coinvolgimento del governo con i gilet gialli. Di Maio: «Il mio incontro come capo politico del Movimento 5 Stelle è pienamente legittimo»

Si aggrava la crisi tra Francia e Italia: il ministero degli Esteri francese ha annunciato di aver richiamato l’ambasciatore a Roma, Christian Masset, spiegando che «la Francia ha subìto dal governo italiano per diversi mesi accuse ripetute, attacchi e pretese infondate». I rapporti tra i due Paesi sono tesi ormai da molto tempo, inizialmente per i controlli alle frontiere, ma i toni si sono fatti via via sempre più accesi sulla Tav, sul deficit e sull’immigrazione. L’ultimo atto è stato l’incontro del vicepremier Di Maio con la fazione più estremista dei gilet gialli.

«Le ultime ingerenze rappresentano una provocazione supplementare e inaccettabile. Violano il rispetto dovuto alle scelte democratiche, fatte da un popolo amico e alleato. Violano il rispetto che si devono tra loro governo democraticamente e liberamente eletti» scrive il ministero degli Esteri nella nota dove si annuncia la decisione di richiamare l’ambasciatore a Roma per consultazioni. «Si tratta di un fatto senza precedenti dalla fine della guerra. Avere disaccordi è una cosa, sfruttarli a fini elettorali è un’altra».

Il ministero degli Esteri francesi aveva contestato l’incontro di Di Maio e Di Battista a Parigi con alcuni responsabili dei gilet gialli. «Non abbiamo le stesse scelte politiche della Lega di Matteo Salvini o del Movimento 5 Stelle di Luigi di Maio. Ma ognuno faccia prevalere la preoccupazione per gli affari del proprio Paese, del benessere della propria popolazione e di fare in modo di avere buone relazioni con i vicini» ha commento il ministro francese per gli Affari europei, Nathalie Loiseau, intervistata da France Info.

«Il mio incontro come capo politico del Movimento 5 Stelle con esponenti dei gilet gialli e con alcuni candidati della lista Ric è pienamente legittimo», sostiene su Facebook il vicepremier Luigi Di Maio, che rivendica «il diritto di dialogare con altre forze politiche che rappresentano il popolo francese. Così come En Marche, il partito di governo francese, è alleato in Europa con il Pd, partito d’opposizione in Italia, così il M5s incontra una forza politica di opposizione al Governo francese».

Matteo Salvini replica alla mossa della Francia dicendo di non voler litigare con nessuno «non siamo interessati alle polemiche: siamo persone concrete e difendiamo gli interessi degli italiani». «Disponibilissimi a incontrare il presidente Macron e il governo francese per sederci a un tavolo e affrontare, per le mie competenze, tre questioni fondamentali: stop respingimenti alle frontiere, risultano oltre 60mila dal 2017 compresi bambini e donne abbandonate nei boschi; stop con terroristi italiani, una quindicina, condannati ma che fanno la bella vita con residenza in Francia; basta danneggiare i nostri lavoratori pendolari che sono letteralmente vessati ogni giorno alle frontiere francesi da controlli che durano ore. Noi siamo pronti e disponibili con spirito costruttivo a voltare pagina per il bene del nostro popolo».

Si aggrava dunque la crisi tra i due Paesi dopo mesi di tensioni sui temi dell’immigrazione e dei controlli alle frontiere, sul deficit francese non contestato dalla Commissione Ue, sull’estradizione dei terroristi fuggiti in Francia durante gli anni di Piombo dopo il caso Battisti, sulla gestione della crisi in Libia, sull’Alta Velocità Torino-Lione (l’Italia ha appena consegnato i risultati della valutazione costi-benefici) e da ultimo sulla polemica aperta dal Movimento 5 Stelle sul cosiddetto “franco delle colonie” usato da Di Maio come esempio di un “neocolonialismo” francese che sfrutta le risorse dell’Africa e spinge le popolazioni a migrare.

LEGGI ANCHE: Le dichiarazioni del M5s sulla “moneta coloniale” irritano la Francia

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