Salute

Influenza: 282 casi gravi e 52 decessi dall’inizio dell’epidemia

Solo nell’ultima settimana sono circa 832mila le persone colpite dal virus. Rezza: «Stagione intensa, ma lo scorso anno si toccò la cifra record di 8 milioni di casi»

L’influenza ha raggiunto il picco stagionale: nell’ultima settimana sono circa 832mila le persone colpite dal virus influenzale. Tuttavia va precisato che il rischio influenza non è ancora passato del tutto. Sono stati 282 i casi gravi e 52 i decessi a causa dell’influenza (13 dei quali nell’ultima settimana) registrati dall’inizio della stagione epidemica. A tracciare un primo bilancio è la rete di sorveglianza epidemiologia Influnet dell’Istituto superiore di sanità (Iss) che conta quasi 5 milioni di italiani a letto da inizio stagione.

L’80% dei casi gravi e l’85% dei decessi, precisa l’Iss, presentavano almeno una patologia cronica preesistente. L’età media dei casi segnalati è di 61 anni e il 76% ha più di 50 anni. Nella maggior parte dei casi gravi è stato isolato il virus A-H1N1. In linea con i dati degli ultimi anni, anche questa stagione influenzale ha interessato soprattutto i bambini. In particolare, emerge che l’incidenza per i bambini sotto i 5 anni ha superato quella della stagione 2017-18.

L’influenza ha colpito tutte le Regioni, anche se «in modo particolare – rileva la rete Influnet – quelle del Centro e Sud», e dall’inizio della sorveglianza sono stati stimati 4.780.000 casi in tutto il Paese. Dopo due stagioni in cui abbiamo assistito a un anticipo del picco epidemico di circa quattro settimane, quest’anno l’andamento dell’epidemia è tornato alla tempistica usuale con un picco tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio. Dal punto di vista virologico, invece, rileva l’Iss, la stagione è caratterizzata dalla predominante circolazione dei virus di tipo A (99,7%); di questi il 57% appartiene al sottotipo A-H1N1 e il 33% al sottotipo A-H3N2).

«Quella che sta per concludersi -spiega il direttore del Dipartimento Malattie infettive dell’Iss Giovanni Rezza – è una stagione influenzale di elevata intensità, anche se il bilancio finale dei casi potrebbe non raggiungere la cifra record di 8 milioni dello scorso anno, quando si registrò una stagione influenzale eccezionale che fece registrare oltre 100 decessi. Quanto all’andamento per le prossime settimane, molto dipenderà – afferma l’esperto – da quanto rapidamente scenderà il picco di casi, ma al momento non sappiano quanto potrà essere lunga la coda influenzale. Vari sono infatti i fattori che potranno influire, dalla quota di popolazione ancora suscettibile ai virus, soprattutto in età scolare, al clima freddo che continuerebbe a favorire la maggiore aggregazione in luoghi chiusi aumentando così la circolazione dei virus».

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