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Usa, Trump ha dichiarato l’emergenza nazionale

La Casa Bianca potrebbe spendere fino 8 miliardi di dollari. La strada del presidente per giustificare la costruzione del muro al confine con il Messico passa attraverso la lotta alla criminalità e al traffico di droga

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale per ottenere i fondi necessari per costruire il muro al confine tra Stati Uniti e Messico. «Non è solo una questione di promesse elettorali, c’è una vera e propria crisi della sicurezza. Vogliamo fermare l’ingresso in America di droga e criminalità», ha detto Trump. Con questa decisione, si stima che Trump possa mettere insieme fino a 8 miliardi di dollari per costruire il muro.

La decisone di dichiarare lo stato di emergenza è solo l’ultimo atto di un conflitto politico tra Repubblicani e Democratici che va avanti da mesi, e che aveva già provocato il più lungo shutdown – la chiusura parziale delle attività del governo federale – nella storia del Paese, durato 35 giorni. I Democratici, che da gennaio controllano la Camera, si erano infatti rifiutati di concedere i 5,7 miliardi di dollari che Trump richiedeva per finanziare il muro, un’opera che aveva promesso in campagna elettorale e che considera fondamentale per il suo consenso. Si era poi arrivati ad un accordo bipartisan che prevedeva un fondo da 1,375 miliardi di dollari per costruire recinzioni e barriere al confine, ma non il muro. Trump aveva firmato la legge di bilancio per evitare un nuovo shutdown con le stesse conseguenze del primo: attività statali chiuse, mancati stipendi ai dipendenti pubblici, caos nell’erogazione di molti servizi.

Ma non rinuncia al muro. In una lunga arringa dal Giardino delle Rosse della Casa Bianca, Trump ha difeso il suo progetto, sostenendo che «tutti sanno che il Muro serve per fermare il crimine e l’invasione dei trafficanti». «I Muri funzionano al 100 per cento, la stragrande maggioranza delle droghe non passa attraverso i porti di ingresso legali. Dire che i Muri non funzionano è una grande bugia». È probabile, comunque, che i Democratici si oppongano allo stato di emergenza facendo ricorso contro la decisione di Trump, innescando un procedimento giudiziario che potrebbe arrivare alla Corte Suprema. Il ministro della Giustizia dello Stato di New York, Letitia James ha dichiarato di non appoggiare «questo abuso di potere e lo combatteremo con ogni mezzo legale a nostra disposizione». Ma Trump non è spaventato neanche da un’eventuale battaglia alla Corte Suprema sulla dichiarazione di emergenza: «Vincerò anche lì se necessario».

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