Italia

M5s, il giorno del giudizio su Salvini tra ritardi e problemi tecnici

La votazione si concluderà alle 21.30, uno slittamento dovuto «all’alta partecipazione». Lieve variazione anche nel quesito. Di Maio: «Sosterrò il risultato del voto». Il ministro dell'Interno ripete di aver «agito nell'interesse del popolo italiano»

Rousseau in tilt. Diversi utenti stanno segnalando sui social network che la piattaforma informatica, su cui gli iscritti al M5s votano l’autorizzazione a procedere nei confronti del ministro dell’Interno Matteo Salvini, risulta irraggiungibile. La votazione sarebbe dovuta durare dalle 10 alle 19, ma a causa dei problemi tecnici l’ora d’inizio è stata spostata alle 11 e quella di chiusura è stata posticipata prima alle 20 e poi alle 21.30. Il M5s ha scritto sul suo blog che i ritardi sono dovuti «all’alta partecipazione».

Una lieve variazione è apparsa anche nel quesito, in particolare nelle due opzioni che sono state rese più esplicative con due incisi, probabilmente a seguito delle polemiche per assimilare il quesito posto agli iscritti a quello che sarà proposto ai senatori in Giunta delle immunità. Nel quesito rispetto alla formula originale è stata aggiunto: «è avvenuto per la tutela di un interesse dello Stato» in caso di risposta affermativa, e «non è avvenuto per la tutela di un interesse dello Stato» in caso di risposta negativa. Resta, dunque, invariato il meccanismo secondo il quale votando «sì» sulla piattaforma si nega l’autorizzazione a procedere e votando «no» la si approva.

Il risultato della votazione sarà decisivo per il destino del governo gialloverde. Di Maio da Pomigliano dice che «sosterrà l’esito del voto», qualunque esso sia. «Decideranno i nostri iscritti – ha detto Di Maio – che sono grandi elettori del movimento, lo conoscono da anni e sono perfettamente in grado di comprendere quel quesito e votare con coscienza. Io da capo politico sosterrò quel risultato». Salvini da parte sua si dice tranquillo dell’aver agito nell’interesse del Paese: «Gli italiani sanno che ho agito per il loro bene e per la loro sicurezza. Da inizio anno 215 sbarchi contro i 4.856 del 2018, -96%. E i rimpatri sono 795, quasi quattro volte gli sbarcati. Sento forte il vostro supporto, in Sardegna e ovunque io vada», ha scritto su Twitter Salvini. In un comizio a Sassari, il ministro ha aggiunto: «Oggi decidono se io devo andare a processo o non devo andare a processo: i barconi che sono arrivati e che arriveranno i li rimando indietro uno per uno, perché prima vengono i sardi, prima vengono gli italiani e poi viene il resto del mondo».

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