Politica

Il M5s verso l’addio del limite dei due mandati

Di Maio, Grillo e Casaleggio concordano che c’è bisogno di una «nuova organizzazione per essere più competitivi alle amministrative». E il terzo mandato non è più un tabù

Il Movimento Cinque Stelle ha bisogno di un nuovo modello organizzativo. È la conclusione a cui sono giunti dopo un vertice di quattro ore all’hotel Forum di Roma il capo politico Luigi Di Maio, il garante Beppe Grillo e il fondatore della piattaforma Rousseau Davide Casaleggio. «Concordiamo tutti che serva un’organizzazione del M5s sia a livello nazionale che territoriale. A breve faremo una riflessione sui consiglieri comunali. Dobbiamo essere più competitivi a livello comunale e locale», ha detto Di Maio al termine dell’incontro.

Un summit per una riflessione a tutto campo sul Movimento che deve fare i conti con il giudizio severo delle urne. I Cinquestelle sono usciti con le ossa rotte dalle elezioni regionali in Abruzzo e anche se per Di Maio «è una sciocchezza dire che il M5s è in calo anche a livello nazionale» è il momento di correre ai ripari. Per questo nei giorni scorsi si era aperto un dibattito anche su alcuni tabù come il limite del doppio mandato per gli eletti. Che in parte di Maio ora conferma, annunciando che la discussione con gli iscritti sul nuovo modello organizzativo toccherà anche «alcune regole che riguardano i consiglieri comunali».

Una delle regole interne e fondanti del Movimento 5 stelle non permette in nessun livello di elezione, di potersi candidare per più di due mandati. Ma adesso il Movimento sembra essere pronto al cambiamento. Gianroberto Casaleggio diceva che ogni volta che si deroga a una regola, questa verrà praticamente cancellata. L’addio alla regola dei due mandati comincerà per i consiglieri comunali e poi pian piano diventerà valida per tutti. Con buona pace di Casaleggio.

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