Italia

L’Italia sta diventando razzista?

I recenti episodi di Melegnano e Foligno riaccendono i riflettori sul tema. Le violenze di stampo razzista triplicate dal 2016 ad oggi. In aumento anche i casi di discriminazione

Negli ultimi giorni i giornali italiani hanno dedicato molto spazio a due storie di razzismo. Sono due storie diverse per contesto, per dimensioni e per gravità, ma in molti le stanno commentando associandole a un clima generale di ostilità verso gli stranieri. La prima è accaduta a Melegnano, in provincia di Milano, dove sul muro di un’abitazione in cui abita un ragazzo senegalese di 21 anni è comparsa la scritta «Ammazza al negar», accompagnata da una svastica disegnata al contrario. La seconda a Foligno, in provincia di Perugia, dove in una scuola elementare un maestro ha chiesto agli alunni se non trovassero «brutto» un loro compagno di classe in quanto «bambino nero».

Sono solo due episodi ma in un contesto che vede aumentare i casi di razzismo. Secondo quanto riportato da Repubblica, che cita i dati forniti dall’associazione Lunaria, le denunce di violenze fisiche di stampo razzista sono triplicate dal 2016 ad oggi. Solo tre anni fa le denunce di violenze razziste erano state 27, diventate 46 nel 2017 e addirittura 126 nel 2018. Un’escalation che risulta ulteriormente evidente se oltre alle violenze si prendono in considerazione anche i casi più generici di discriminazione razziale (offese, insulti, minacce, danni contro la proprietà): in questo caso il numero totale è di 628 episodi.

Ma la crescita risulta allarmante anche se si prendono in esame le cifre dell’Ocse, che si riferiscono ai casi denunciati alle forze dell’ordine. Le denunce per i crimini d’odio nel 2017 sono state 1.048, nella maggior parte dei casi legate a casi di razzismo. L’anno precedente i casi erano 736. E nel 2015 quasi la metà. Repubblica riporta anche il dato di 3.909 segnalazioni di discriminazione ricevute nel 2017 al sito Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali) per la presidenza del Consiglio, mille in più rispetto al 2016. Nell’ultimo anno le discriminazioni a base etnico-razziale sarebbero arrivate a rappresentare l’82,9% delle segnalazioni, mentre nel 2016 erano il 69,4%. Tra i casi segnalati oltre 700 riguardavano insulti per il colore della pelle.

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