Italia

Il voto non ferma le proteste del latte in Sardegna

In due, incappucciati e con i fucili, hanno fermato un camion e costretto l'autista a versare il prodotto che trasportava

Nessuna tregua dei pastori che protestano per il prezzo del latte anche il giorno delle elezioni regionali in Sardegna. Sulla statale 389, nei pressi di Orune, in provincia di Nuoro, un camion cisterna che trasportava latte ovino appena munto è stato bloccato da due uomini con i volti coperti e armati di fucile che hanno costretto l’autista del camion a sversare il latte sull’asfalto.

Questa mattina si sono aperti i seggi per le elezioni regionali in tutta l’isola. I pastori speravano che prima di questa scadenza fosse possibile raggiungere un accordo con i produttori e le istituzioni. Ma l’accordo è ancora lontano: sul tavolo resta la proposta del ministro delle Politiche agricole, Gian Marco Centinaio, di concordare un prezzo del latte di pecora a 72 centesimi per litro, superiore ai 60 centesimi scarsi che viene pagato attualmente ma lontano dalla soglia di un euro al litro reclamato dai pastori. La crisi dell’allevamento ovicaprino in Sardegna è causata, come è noto, dalla sovraproduzione del pecorino romano e il conseguente crollo dei prezzi.

Intanto, la Procura di Nuovo ha fatto partire i primi dieci avvisi di garanzia per i blocchi stradali. I pastori sono indagati per il blocco al porto di Arbatax, in Ogliastra, che il 12 febbraio scorso causò il rallentamento dell’imbarco sulla nave in partenza per Civitavecchia. Secondo la ricostruzione dell’accusa, durante una delle tante manifestazioni di protesta dei pastori per il prezzo del latte in Sardegna, un’auto venne messa di traverso con il proposito di rallentare le operazioni di imbarco.

LEGGI ANCHE: Perché protestano i pastori sardi?

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