Salute

Come curare la “cervicale” con l’osteopatia

La cervicalgia è un disturbo molto frequente dovuto a svariati fattori: posture scorrette, traumi e contratture. I trattamenti osteopatici e i consigli per una rieducazione funzionale

Quanti possono dire di non avere mai sofferto di quel disturbo chiamato comunemente “cervicale”? La cervicalgia è uno dei disturbi più diffusi legati ad uno stile di vita piuttosto sedentario, all’assunzione di posture scorrette a causa soprattutto di un eccessivo utilizzo delle nuove tecnologie come smartphone e pc, a eccessivi livelli di tensione e stress. Ma l’osteopatia, anche se molto spesso sottovaluta, può essere risolutiva per il dolore cervicale perché individua e tratta la causa che ha determinato la patologia.

La cervicalgia è un dolore che si localizza nella zona cervicale della colonna vertebrale che colpisce maggiormente gli adulti. Essa è caratterizzata da limitazione funzionale e da un dolore alla colonna nel tratto cervicale, irradiato spesso alla regione nucale, alla regione scapolare, alle spalle. In alcuni casi il dolore interessa anche l’arto superiore ed è conseguente all’irritazione o alla compressione di una radice nervosa del plesso brachiale. Il dolore cervicale è risvegliato durante i movimenti del collo, che risultano essere fortemente limitati. Infatti, la maggior parte dei pazienti lamenta estrema difficoltà nel compiere anche la semplice manovra di retromarcia durante la guida.

Oltre alle disfunzioni osteopatiche funzionali vertebrali, che determinano una riduzione della mobilità nel tratto cervicale, le cause possono essere varie: sedentarietà, posture scorrette, distorsione del rachide cervicale come nel caso del “colpo di frusta”, stiramenti e contratture (scaleno, trapezio, sternocleidomastoideo, ecc). Anche lo stress psico-emotivo può essere considerato una concausa nello sviluppo e nel mantenimento dei sintomi. Esistono anche fattori riconducibili ad una predisposizione allo sviluppo di cervicalgia, quali disfunzioni strutturali come ernie, protusione, artrosi, stenosi del canale vertebrale; disfunzioni viscerali con riduzione della mobilità e della motilità soprattutto della zona del diaframma, dello stomaco e del fegato; disfunzioni dell’articolazione temporo-mandibolare (malocclusioni dentali e deglutizione atipica).

Spesso il dolore può essere associato ad altri disturbi: vertigini, accompagnate da nausea e vomito, sensazione di sbandamento, cefalee, turbe disfunzionali labirintiche e acustiche e disturbi visivi. A tal proposito una parte molto sollecitata riguarda il segmento alto della colonna cervicale (C0-C1-C2-C3), dove si trovano molte strutture nervose di collegamento con il sistema nervoso centrale e di conseguenza con la zona vestibolo-cocleare. Pertanto si possono avere ripercussioni importanti sui centri dell’equilibrio. Inoltre nella regione cervicale, toracica e scapolare spesso possono insorgere conflitti tra strutture neurologiche, muscolari e vascolari. Questi conflitti compressivi possono dar luogo alle cosiddette “sindromi canalari”, causando sintomatologie dolorose nella zona cervicale e dorsale, alle spalle, al braccio e alle mani, generando anche intorpidimento, formicolio e perdita di forza.

LEGGI ANCHE: Colpo di frusta? Curarlo con l’osteopatia

Cosa fa l’osteopata in questi casi? Prima di trattare il sintomo va a ricercare la causa, che può essere anche apparentemente distante dalla zona del dolore, che ha provocato il suo disequilibrio. Infatti, l’osteopata non si limita a manipolare esclusivamente la parte dolente ma anche quelle strutture che possono aver determinato il dolore al fine di ristabilire le condizioni fisiologiche e l’omeostasi del paziente. Ad esempio una postura scorretta può portare a una disfunzione dell’osso sacro, la quale può propagarsi lungo tutta la colonna vertebrale fino a comprimere un nervo nella zona cervicale. L’osteopata, quindi, tratterà dapprima l’osso sacro per eliminare la disfunzione primaria e, in seguito, interverrà sui muscoli contratti del collo: in tal modo la contrattura all’origine del mal di collo potrà essere risolta una volta per tutte in quanto la causa che la determinava è stata rimossa.

Associato al trattamento osteopatico è molto utile iniziare una rieducazione funzionale della cervicale, il potenziamento dei muscoli coinvolti, e l’allungamento posturale globale con posture mezieres. Si raccomanda al paziente, durante il riposo notturno, di utilizzare un cuscino anatomico, che permetta di tenere il rachide cervicale ben allineato. È molto importante una corretta educazione posturale per far comprendere al paziente quali sono le posture scorrette, al fine di aumentare la sua capacità di controllo, di migliorare il suo comportamento e di utilizzare correttamente la sua colonna vertebrale nelle attività quotidiane.

Tags

Gianluca Barca

Laureato in Educazione Fisica con il massimo dei voti all’Università degli studi di Palermo, ha conseguito la Laurea Magistrale (Specialistica) in Scienze Motorie presso l’Università di Torino S.U.I.S.M. e un Master di II livello all’Università Tor Vergata di Roma. Diploma di Massofisioterapista Triennale legge 403/71. Si è perfezionato in Francia con un Master in Osteopatia presso il R.O.R.I. di Lione e si è Diplomato in Osteopatia presso l’E.F.S.O. l’Ecole Française Supérieure d’Osteopathie, scuola riconosciuta dal ministero della Salute Francese risultando essere il primo nella graduatoria di merito.

Related Articles

Close