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Pedofilia, condannato il tesoriere del Vaticano George Pell

È il più alto in grado nella Chiesa cattolica giudicato colpevole di abusi sessuali su minori. Rischia 50 anni di carcere

La pedofilia è «la manifestazione attuale dello spirito del male» e il prete che abusa di bambini diventa «uno strumento di satana». È «giunta l’ora» di «affrontare con decisione il fenomeno sia all’interno sia all’esterno della Chiesa». Con queste parole Papa Francesco aveva concluso l’incontro planetario sulla protezione dei minori. Ma una nuova condanna per pedofilia macchia la Chiesa. Il cardinale George Pell, tesoriere del Vaticano, è stato riconosciuto dal tribunale australiano colpevole di violenza sessuale nei confronti di bambini.

Il cardinale è stato ritenuto colpevole di abusi su due ragazzi, all’epoca di 12 e 13 anni, del coro della cattedrale di Saint Patrick a Melbourne commessi nel 1996, quando era vescovo ausiliare dell’arcidiocesi. Ora rischia fino a 50 anni di carcere. Il verdetto è stato unanime da parte dei 12 membri della giuria della County Court dello stato di Victoria, in Australia. Pell è il più alto in grado nella Chiesa cattolica giudicato colpevole di abusi sessuali su minori, anche se si è sempre dichiarato innocente. «Ha sempre sostenuto la sua innocenza e continua a farlo», si legge in una dichiarazione dei suoi avvocati che precisano di aver presentato ricorso contro la condanna.

Pell era stato ordinato prete a Roma nel 1966, prima di tornare in Australia nel 1971 dove aveva salito tutti i gradini della gerarchia ecclesiastica: nominato arcivescovo di Melbourne nel 1996, poi di Sydney nel 2001, era stato scelto da Bergoglio nel 2014 per dare più trasparenza alle Finanze del Vaticano. Il principale consigliere finanziario di papa Francesco, formalmente è ancora a capo della Segreteria per l’Economia, ed ex ministro dell’Economia vaticano delle Finanze della Santa Sede è il più anziano funzionario in Vaticano coinvolto nello scandalo pedofilia.

Il caso di Pell segue di pochi giorni la riduzione allo stato laicale, decisa dal Papa, dell’ex cardinale di Washington, Theodore Edgar McCarrick, anche lui giudicato colpevole di abusi sessuali su minori. Ma la condanna del porporato australiano arriva appena 48 ore dopo la chiusura dell’inedito summit sulla pedofilia tenutosi in Vaticano. La dimostrazione più eloquente che nella Chiesa cattolica c’è ancora molto da fare se un capo dicastero della Santa Sede viene condannato per aver commesso abusi sessuali su minori e non solo per averli coperti.

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