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Perché è fallito il vertice tra Trump e Kim

Cambio di programma improvviso: niente firma del documento congiunto tra Stati Uniti e Corea del Nord. Il presidente Trump: «Volevano la fine completa delle sanzioni, ma sulla denuclearizzazione non erano pronti a darci quello che volevamo»

«Certe volte bisogna andarsene», dice Donald Trump. Il vertice di Hanoi, in Vietnam, tra Stati Uniti e Corea del Nord si chiude in anticipo e senza nessun accordo. Diverse priorità emergono dalla conferenza stampa del presidente americano e del suo segretario di Stato Mike Pompeo. «Kim voleva la fine completa delle sanzioni e noi non potevamo concedergliela», taglia corto Trump annullando la “Cerimonia di firma congiunta” e il pranzo di lavoro.

«Kim ha una visione sulla denuclearizzazione che non è la nostra – ha spiegato in conferenza stampa – Volevano l’eliminazione completa delle sanzioni, ma sulla denuclearizzazione non erano pronti a darci quello che volevamo». La strada verso il disgelo tra i due Paesi, cominciato giusto un anno fa e consacrato dallo storico incontro di Singapore, ad Hanoi si interrompe bruscamente.

La Casa Bianca sostiene che i colloqui sono stati comunque costruttivi sul dossier della denuclearizzazione e dello sviluppo economico nordcoreano. Lo fa sapere la portavoce Sarah Sanders, spiegando che i «rispettivi staff non vedono l’ora di incontrarsi in futuro» e precisando che i meeting tra i due leader sono andati «molto bene». «Hanno discusso di vari modi per far progredire la denuclearizzazione e di idee riguardanti l’economia», recita la comunicazione della Casa Bianca. Il vertice però è terminato in anticipo, segno più tangibile del flop. E Trump ammette di non avere in programma un nuovo incontro con il Maresciallo di Pyongyang.

«Vedremo quello che succederà», dice Trump. «Non voglio perdere il mio buon rapporto con Kim, che mi ha promesso ancora oggi di non riprendere i test missilistici e nucleari». Ma i tempi non erano maturi per firmare un accordo. «Abbiamo fatto progressi – afferma il Segretario di Stato Mike Pompeo -ma Kim non era pronto a fare il passo che conta per noi, la denuclearizzazione». Da quanto è emerso in conferenza stampa lo scoglio su cui si sarebbe infranta l’intesa è l’impianto nucleare di Yongbyon, che fornisce il materiale per le bombe nucleari nordcoreane. Pare che in cambio della sola chiusura di Yongbyon i nordcoreani volessero la fine di tutte le sanzioni. Ma per il presidente degli Stati Uniti non era sufficiente e ha rinunciato. Donald Trump riparte sull’Air Force One per Washington senza nessuna “dichiarazione di Hanoi”.

LEGGI ANCHE: Cosa aspettarsi dall’incontro tra Trump e Kim in Vietnam

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