Politica

Il nuovo Pd di Nicola Zingaretti: «Unità e cambiamento»

Nel suo discorso di esordio il neosegretario dem, che ha ottenuto oltre il 65% delle preferenze alle primarie, ringrazia «l’Italia che non si piega». Martina e Giachetti si congratulano

«Viva la democrazia italiana. Si è riaccesa la speranza». Nicola Zingaretti è il nuovo segretario del Partito democratico. «Siamo tra il 65 e il 70 per cento dei voti. Grazie all’Italia che non si piega a un governo pericoloso», ha detto commentando il risultato delle primarie del Pd. È passato esattamente un anno da quel disastroso 4 marzo, da quel 18,7% che ha condannato il Partito democratico all’opposizione. Ma il voto alle primarie riaccende la speranza.

Il 3 marzo 2019 consegna due elementi fondamentali per il nuovo Pd. Il primo è la partecipazione massiccia, quanto inattesa, alle elezioni per la scelta del nuovo segretario. Un milione e 700mila votanti è una cifra che nessuno si aspettava: in molti seggi sono state necessarie improvvisate ristampe delle schede elettorali. Il secondo dato, atteso nella sostanza ma forse inaspettato per le dimensioni, è la vittoria di Nicola Zingaretti. A poche settimane dal voto, aleggiava sopra il Nazareno, lo spettro di un segretario dimezzato, incapace di arrivare al 50% dei voti e quindi ostaggio del correntismo che ha contraddistinto la storia recente del centrosinistra. Anche questo scenario è stato spazzato via dall’oltre 65% di preferenze che coincide con un livello di legittimazione forte. Chi temeva la falsa partenza, insomma, è rimasto deluso. «Ma non illudiamoci – dice lo stesso Zingaretti nel suo comitato vicino al Circo Massimo – è solo l’inizio. La destra è rocciosa, ha conquistato il potere e non lo cederà tanto facilmente».

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Il suo primo discorso è stato un inno all’unità, ma anche al cambiamento. «Non mi sento capo, ma leader di un campo» ha detto Zingaretti nel suo discorso d’esordio da segretario prima di iniziare un lungo elenco di ringraziamenti che ha abbracciato «i giovani disoccupati che il potere ignora», «i partigiani ultranovantenni che ci hanno insegnato la democrazia», «le donne e le femministe» fino alla giovane ambientalista svedese Greta Thunberg. «Unità e ancora unità, cambiamento e ancora cambiamento», ha ripetuto il neo-segretario durante il suo intervento durato oltre 20 minuti (nel quale c’è stato posto per Aldo Moro, l’Ulivo e i governi «che ci hanno salvato» dalla bancarotta. Poi ha tracciato le linee guida del suo Pd: «Dobbiamo richiamare i delusi che erano stati catturati da chi ha proposto soluzione suggestive. Offriremo un’altra strada, basta con brame di potere e con il gioco delle figurine. L’agenda del nuovo Pd sarà fatta di parole semplici, a partire dalla conoscenza che vuol dire libertà per il genere umano». «Penso ai delusi –continua Zingaretti – catturati da chi ha proposto soluzioni suggestive. Molti stanno tornando e torneranno nel Pd che costruiremo in un campo largo, un’alleanza».

«Io farò di tutto per essere all’altezza. E essere all’altezza vorrà dire sapere ascoltare e sapere decidere. Apriremo una nuova fase costituente per un nuovo Pd che dovrà avere dei segnali chiari per far contare di più le persone». Quindi l’appello: «Spalanchiamo tutto, perché l’Italia ha bisogno di un nuovo partito e questo partito per rifondarsi ha bisogno dell’Italia». Difficile o impossibile? «La Lega – fa notare– era al 4% quando è arrivato Salvini e oggi i sondaggi la danno al 30. Ne vedrete delle belle». E conclude: «Invito tutti gli italiani e le italiane: venite nel nostro partito. C’è bisogno di voi. Voltiamo pagina. Ognuno con dentro il cuore le proprie radici che non dobbiamo rinnegare».

Come sarebbe andata a finire, si era capito subito dopo l’inizio dello scrutinio, quando con i primi dati sono arrivati i complimenti degli sfidanti Roberto Giachetti e Maurizio Martina. «Ho appena chiamato Nicola Zingaretti, che sarà il prossimo segretario del Pd per complimentarmi per il suo risultato ed anche per il risultato della partecipazione alla quale abbiamo contribuito tutti», ha scritto Giachetti su Twitter. Pochi minuti sono arrivati anche le congratulazioni di Martina: «Buon lavoro Zingaretti, buon lavoro Segretario! Contento di avere contribuito a questa bellissima giornata. Da oggi sempre più fianco a fianco nel Pd per l’Italia».

Anche Matteo Renzi, che proprio un anno fa iniziò il suo declino con il flop alle Politiche, ha voluto complimentarsi con Zingaretti parlando di una «vittoria bella e netta». Adesso, però, scrive l’ex segretario su Twitter: «Basta col fuoco amico: gli avversari politici non sono in casa ma al Governo. Al segretario Zingaretti un grande in bocca al lupo. A Maurizio, Bobo e a tutti i volontari grazie. Viva la democrazia».

 

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