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Il M5s cambia pelle: Di Maio e Casaleggio sono i fondatori, Grillo il garante

Da fondatore a “Padre nobile” è questa la parabola di Grillo all’interno del Movimento. «La scelta – si legge nell’atto costitutivo - è dettata da una necessità giuridica: assicurare uno status di imparzialità»

Il Movimento 5 Stelle ​procede spedito verso il cambiamento. Cambiamento che per alcuni fa rima con tradimento: tradimento degli ideali, delle promesse e adesso anche della sua gerarchia. Beppe Grillo da fondatore insieme a Gianroberto Casaleggio del Movimento diventa Garante. I “nuovi” soci fondatori, da quanto emerge dall’atto costitutivo dell’Associazione Movimento 5 Stelle firmato a Milano a dicembre 2017, sono Luigi Di Maio e Davide Casaleggio.

Secondo il Corriere della Sera che ha pubblicato il documento fino ad ora rimasto inedito, firmato a Milano nel dicembre di due anni fa e depositato presso la cancelleria del Tribunale di Genova, la scelta è «dettata da una necessità giuridica, assicurare uno status di imparzialità alla figura del garante». Vengono così alla luce molti interrogativi sullo strano comportamento di Beppe Grillo, specie negli ultimi mesi, dopo la formazione del governo gialloverde. La presa di distanza con il suo nuovo blog, l’isolamento, anche se altalenante e a singhiozzo, rispetto alle decisioni governative, le battute ironiche (o meno) come nel caso della votazione online sulla questione del voto dei Cinquestelle sull’autorizzazione a procedere contro Matteo Salvini. Lui che era a capo dell’associazione, punto di riferimento per i pentastellati quando si sono presentati alle Politiche 2013, quasi non compare nelle carte dell’associazione che regola la vita dei Cinque Stelle.

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Nell’atto costitutivo compare, invece, Casaleggio, che fino a quel momento aveva solo ruoli legati all’Associazione Rousseau. E a proposito di punti di riferimento tecnologici, nel testo si legge che l’associazione «promuove, attraverso idonee piattaforme internet o altre modalità, eventualmente non telematiche, la consultazione dei propri iscritti». Spetta solo al capo politico, Luigi Di Maio, la possibilità di modificare lo statuto e aggiungere eventuali allegati, seppur non modificandone la sostanza. «I comparenti – si legge – conferiscono espresso mandato al capo politico affinché lo stesso possa modificare e/o integrare il presente atto e i relativi allegati, senza alterarne il significato sostanziale». Ma si tratta di un passaggio legato alle modifiche formali per eventuali errori tecnici. Le modifiche statutarie per i principi associativi competono agli iscritti al Movimento.

L’atto costitutivo assegna poi al capo politico Di Maio anche il ruolo di tesoriere. Nell’atto sono previsti anche il Comitato di garanzia e il Collegio dei probiviri: del primo fanno parte il sottosegretario con deleghe all’Editoria, Vito Crimi, l’ex candidato alla presidenza della Regione Siciliana, Giancarlo Cancelleri, e la consigliera regionale del Lazio, Roberta Lombardi. Mentre il Collegio dei probiviri è costituito dal ministro per i Rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro, dalla presidente della commissione Lavoro del Senato, Nunzia Catalfo, e da Paola Carinelli.

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