Italia

30 anni di Internet: il 37% degli italiani non riuscirebbe più a vivere senza

L’indagine condotta da Cisco sottolinea l’importanza del web, visto come opportunità di lavoro, informazione e intrattenimento

Internet ha compiuto 30 anni. Nel marzo del 1989 Tim Berners-Lee presentava al Cern di Ginevra il progetto di un software per la condivisione universale di documenti in formato digitale. In 30 anni il web ha preso traiettorie evolutive che sembravano impensabili per chi lo immaginava come un grande ipertesto, tanto da preoccupare chi lo ha inventato. In una lettera Berners-Lee chiede una “Magna Carta per il Web” che sia capace di rendere la sua invenzione qualcosa di realmente utile all’umanità.

La maturità di Internet nonostante l’età anagrafica tarda ad arrivare. Non per pigrizia, ma a causa di una gestione sbilanciata verso il ricavo di utili da parte delle aziende che lo gestiscono. Gestione che porta all’uso improprio dei dati sensibili degli utenti, e ai regolamenti dettati dai confini geografici, per un servizio che invece dovrebbe essere comune a tutti i paesi. Leggi create per regolamentare la privacy e altri aspetti, ma che di fatto secondo Berners-Lee ostacolano uno sviluppo armonico ed omogeneo del Web. L’inventore di Internet sogna un mondo in cui i governi mondiali collaborino allo sviluppo di una visione globale di ciò che il Web dovrebbe essere. E in cui gli utenti non siano immaturi, spesso troppo proni a scambiare servizi con la propria privacy e sicurezza.

Ma come è cambiato il nostro mondo e la nostra vita dopo 30 anni dalla nascita del web? Il 37% degli Italiani non riuscirebbe più a farne a meno e sostiene che i benefici apportati da questa tecnologia siano di gran lunga maggiori rispetto ai pericoli. Lo rivela un’indagine condotta a livello internazionale da Cisco, società specializzata in forniture di apparati di networking, e presentata in occasione dei 30 anni del World Wide Web. La ricerca ha coinvolto 11mila persone che vivono nella regione Emea (Europa, Medio Oriente e Africa), tra le quali oltre mille cittadini italiani. Stando ai dati rilevati dall’azienda, in Italia il 79% delle persone sostiene che Internet abbia permesso agli utenti di informarsi meglio e di poter restare sempre aggiornati, mentre per il 71% la sua introduzione ha creato nuovi modi di intrattenimento. Poco più della metà degli intervistati (51,90%), invece, afferma che questa tecnologia ha innovato il mondo del lavoro, aumentando la produttività e secondo il 50,5% ha permesso di lavorare in maniera diversa (50,5%). Infine, il 33% del campione vede in Internet uno strumento che ha permesso, e permette tuttora, di acquisire nuove conoscenze e competenze.

È stato anche chiesto di fare una previsione su come saranno i prossimi trent’anni di Internet. A questa domanda, il 59% ha risposto dichiarando che la rete potrebbe contribuire in modo decisivo a migliorare l’accesso all’educazione, mentre il 58% pensa che questa tecnologia potrebbe fare lo stesso anche col servizio sanitario. Il 44% invece vede nella rete un mezzo per creare uguaglianza all’interno della società e il 50% sostiene che potrebbe continuare a creare nuove opportunità di lavoro e di reddito. L’indagine ha quindi concluso che per la maggior parte degli Italiani, Internet rappresenterà soprattutto un’occasione per un cambiamento sociale e personale.

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