Italia

Lavoro, più di 4 milioni di italiani guadagnano meno del reddito di cittadinanza

Il dato riguarda soprattutto giovani e donne del Sud, con contratti di apprendistato in hotel e ristoranti. L’incidenza maggiore in Calabria, Sicilia, Puglia e Campania

Sono soprattutto giovani, donne e residenti al Sud. Lavorano in hotel e ristoranti, in attività sportive e di intrattenimento, hanno contratti di apprendistato, stagionali o a tempo determinato. Cosa hanno in comune? Guadagnano tutti meno del reddito di cittadinanza. Che, ricordiamo, permette a un beneficiario single di ricevere fino a 780 euro al mese. Ma può beneficiare del sussidio anche chi ha uno stipendio basso.

Secondo l’osservatorio Inps riferito al 2017 tra gli oltre 15 milioni di dipendenti del settore privato con almeno una giornata retribuita nell’anno ce ne sono 2,4 milioni con una retribuzione (imponibile ai fini previdenziali), inferiore ai 5mila euro anni e 1,85 milioni tra 5mila e 10mila. In totale si tratta di 4,26 milioni di lavoratori. Di questi, secondo l’Inps, appena il 9% ha lavorato tutto l’anno, il 20% tra tre 6 e 12 mesi, il 27 tra 3 e 6 mesi e il 44% meno di tre mesi. Se consideriamo che il reddito di cittadinanza consente di arrivare a 780 euro al mese, per un anno si raggiungono i 9.360 euro netti, che corrispondono a un importo lordo di poco superiore ai 10mila euro.

L’incidenza maggiore si ha al Sud: in Calabria sono il 45% del totale; in Sicilia, Puglia e Campania il 40%; il Lombardia solo il 21%. Se consideriamo, poi, solo i lavoratori dipendenti a orario pieno, quelli che guadagnano meno del reddito di cittadinanza sono poco più di un milione e mezzo su un totale di 10 milioni di dipendenti full-time del settore privato. I lavoratori che guadagnano meno del reddito di cittadinanza hanno un peso maggiore nel comparto di hotel e ristoranti, dove rappresentano il 60% di tutti i lavoratori del settore, ma anche nelle attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento (58%), nelle agenzie di viaggio (45%), nell’istruzione privata (37%) e nell’edilizia (29%).

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Sono soprattutto i giovani a guadagnare meno: tra gli under 19 che lavorano, quasi tutti (il 92%) guadagna meno di 10mila euro l’anno. Tra i 20-24 anni la percentuale è ancora alta (60%), scende al 39% nella fascia tra i 25-29 anni e al 29% tra i 30-34 anni. Tra le donne le lavoratrici con meno di 10mila euro l’anno sono il 35%, mentre tra i lavoratori uomini si scende al 23%.

Se consideriamo poi le qualifiche, a registrare il maggior numero di lavoratori sotto i 10mila euro annui è la categoria degli apprendisti (45%): una logica conseguenza del fatto che la formula del contratto di apprendistato permette al datore di lavoro di sottoinquadrare il giovane apprendista fino a due livelli inferiori rispetto a un lavoratore che svolge la sua stessa mansione. La presenza di lavoratori che guadagnano meno di 10mila euro è forte anche tra gli stagionali (71%) e tra quelli contratto a tempo determinato (61%).

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