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Su Twitter le fake news corrono più veloci della verità

Secondo uno studio del Mit le notizie false si diffondono sei volte più rapidamente di quelle vere e hanno il 70% in più di probabilità di essere ritwittate. Le bufale che funzionano meglio in assoluto sono quelle che riguardano la politica

Le bugie avranno pure le gambe corte, ma sanno correre benissimo: su Twitter le fake news si diffondono sei volte più rapidamente rispetto alle notizie vere e hanno il 70% in più di probabilità di essere ritwittate. Il Massachusetts Institute of Technology di Boston ha condotto uno studio, “The Spread of True and False News Online”, su 126mila contenuti, transitati negli account di tre milioni di utenti nell’arco di dieci anni. Un’approfondita analisi delle dinamiche del ciclo di vita delle “fake news”, che è tornata di grande attualità a due mesi da elezioni europee con campagne che si preannunciano ad alto tasso di bufale.

Il primo dato shock che emerge dalla ricerca, condotta in collaborazione con Twitter, è che le fake news penetrano nei social media ad una velocità assai maggiore rispetto alle notizie documentate e verificate. In media, una storia completamente inventata raggiunge i primi 1500 utenti a una velocità sei volte maggiore di una news vera. Come hanno scoperto i ricercatori del Mit, una “fake” ha il 70% di probabilità in più di essere retwittata di una “true”. Di più: quando si considerano le cosiddette “cascate” di Twitter, ossia le catene di condivisioni ininterrotte, le falsità sono dalle dieci alle venti volte più veloci delle verità.

LEGGI ANCHE: Fake news: l’antidoto esiste già e si chiama “fact-checking”

I ricercatori del Mit hanno stabilito le traiettorie di 126mila di quelle che chiamano appunto “cascade”, tra tweetstorm e discussioni su Twitter legate a un singolo tema, nel complesso twittate 4,5 milioni di volte da tre milioni di persone fra il 2006 e il 2017. La fetta più ampia di queste discussioni riguardava ovviamente la politica, con 45mila topic, seguita da altri temi come leggende metropolitane, affari, terrorismo, scienza, intrattenimento e calamità naturali. Proprio le “bugie” politiche sono risultate quelle più propense a circolare meglio e più in fretta rispetto alle fake news legate ad altri ambiti.

Ma perché crediamo alle notizie false? Due le ipotesi messe sul tavolo dai ricercatori del Mit. Innanzitutto perché le fake news sono confezionate per essere molto più originali e “nuove” di quelle vere. Secondo lo studio, le notizie false retwittate hanno in comune la caratteristica di essere molto diverse da tutti i tweet comparsi nei singoli account nei due mesi precedenti. E chi condivide storie considerate nuove e originali conquista un maggior seguito. In secondo luogo, le notizie false fanno abilmente leva su forti emozioni umane molto più dei normali tweet. Sono in grado di suscitare curiosità, sorpresa, disgusto, spavento. Taglio emozionale, tema gettonato, storia originale e percepita come nuova: ecco come il falso, su Twitter, batte regolarmente il vero.

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