Italia

L’inchiesta su Marcello De Vito e i suoi rapporti con Parnasi per il nuovo stadio della Roma

Nel mirino della Procura anche la riqualificazione dei Mercati generali di Roma Ostiense e la realizzazione di un albergo nell’area dell’ex stazione ferroviaria di Trastevere

Favori e soldi per favorire i provvedimenti amministrativi sulla costruzione dello stadio della Roma e altri importanti progetti immobiliari, come un albergo vicino alla ex stazione ferroviaria di Trastevere e la riqualificazione dell’area degli ex Mercati generali di Ostiense. Corruzione, insomma: con questa accusa è stato arrestato il presidente dell’Assemblea capitolina Marcello De Vito del M5s.

L’indagine “Congiunzione astrale” si concentra sulle condotte corruttive e il traffico di influenze illecite nell’iter per la realizzazione del nuovo stadio della Roma in cui sono coinvolti il costruttore Luca Parnasi e l’avvocato Luca Lanzalone. È autunno quando, intercettato, il presidente del consiglio comunale capitolino dice che i rapporti con gli imprenditori importanti della capitale devono andare avanti anche dopo l’arresto di Luca Parnasi per sfruttare a pieno la «congiunzione astrale» della presenza del Movimento 5 Stelle tanto alla guida della città che del governo nazionale. L’interlocutore di De Vito è l’altro protagonista dell’inchiesta, l’avvocato Camillo Mezzocapo. Sono accusati di concorso in corruzione per i rapporti anche con due grandi costruttori romani Pierluigi e Claudio Toti e con l’immobiliarista Giuseppe Statuto.

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Secondo le indagini, De Vito e Mezzacapo avevano costituito una cassaforte (la Mdl srl) che custodiva i proventi degli illeciti. «Marcello De Vito ha messo a disposizione la sua pubblica funzione di presidente del Consiglio comunale di Roma Capitale per assecondare – scrive la gip Maria Paola Tomaselli – violando i principi di imparzialità e correttezza cui deve uniformarsi l’azione amministrativa, interessi di natura privatistica facenti capo al gruppo Parnasi». E ancora: «Emerge in sostanza come il sistematico mercimonio della funzione pubblica da parte dei De Vito avvenga secondo uno scema precostituito». L’imprenditore «Luca Parnasi, al fine di acquisire il favore di Marcello De Vito, che guidava in qualità di presidente del Consiglio Comunale di Roma Capitale i lavori dell’Assemblea Capitolina riguardanti il progetto per la realizzazione del Nuovo Stadio della Roma, si è determinato, in adesione ad una specifica richiesta di De Vito, a promettere e poi ad affidare diverse remunerative consulenze all’avvocato Mezzacapo il quale ha operato quale espressione dello stesso De Vito».

Le dazioni ricevute da De Vito sono tutte piuttosto importanti e collegate a tre progetti diversi. Oltre allo stadio della Roma, la riqualificazione dei Mercati generali di Roma Ostiense e la realizzazione di un albergo nell’area dell’ex stazione ferroviaria di Trastevere. Parnasi, per avere il sostegno del presidente del consiglio comunale nella costruzione del Nuovo stadio della Roma, ha  dato una consulenza da 95mila euro a Virginia Vecchiarelli, cognata e collaboratrice di Mezzacapo. Per supportare il progetto di riqualificazione degli ex Mercati Generali di Roma Ostiense, il cantiere voluto dai fratelli Toti, De Vito si sarebbe fatto dare 110mila euro, sempre con una consulenza allo studio di Mezzacapo. Per il progetto di riqualificazione nell’area della stazione di Trastevere, Giuseppe Statuto ha versato una tangente iniziale da 25mila euro.

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